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Ordinanza — n. 22166/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 22166/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 22166/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: MEINARDI GIOVANNI, nato a Torrazza Piemonte il 16/05/1956 avverso la sentenza del 28/09/2023 della Corte d'appello di Torino dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE NICASTRO. Letto il ricorso di Meinardi Giovanni; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge in ordine all'individuazione della pena sostitutiva applicata, non è consentito in sede di legittimità poiché, in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice, anche a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150, è vincolato nell'esercizio del suo potere discrezionale alla valutazione dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., sicché il suo giudizio, se sul punto adeguatamente motivato (si veda, in proposito, la pag. 5), sfugge al sindacato di legittimità (Sez. 3, n. 9708 del 16/02/2024, Tornese, Rv. 286031-01); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Regesto Legislator

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art. 133 cod. pen; Ordinanza — n. 22166/2024 — snpen · Corte di Cassazione: Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 23 aprile 2024.

Parole chiave

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sanzione sostitutiva adeguamento della pena sostituzione dei motivi individualizzazione della commisurazione penale attenuazione libera della pena proporzionalità della pena

Disposizioni normative citate

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art. 133 cod. pen
150, è vincolato nell'esercizio del suo potere discrezionale alla valutazione dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., sicché il suo giudizio, se sul punto adeguatamente motivato (si veda, in proposito, la pag.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: MEINARDI GIOVANNI, nato a Torrazza Piemonte il 16/05/1956 avverso la sentenza del 28/09/2023 della Corte d'appello di Torino dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE NICASTRO.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Meinardi Giovanni; ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione di legge in ordine all'individuazione della pena sostitutiva applicata, non è consentito in sede di legittimità poiché, in tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice, anche a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150, è vincolato nell'esercizio del suo potere discrezionale alla valutazione dei criteri di cui all'art. 133 cod. pen., sicché il suo giudizio, se sul punto adeguatamente motivato (si veda, in proposito, la pag. 5), sfugge al sindacato di legittimità (Sez. 3, n. 9708 del 16/02/2024, Tornese, Rv. 286031-01); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 23 aprile 2024.