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Ordinanza — n. 20860/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to improper attempt to re-evaluate factual findings by appellate court.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 20860/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal inadmissible because the appellant attempted to re-evaluate factual findings reserved for the appellate court. Although the appellant cited procedural vices, the court determined these arguments were merely reiterative of previous grievances without specific new evidence or logical flaws. Consequently, the court upheld the principle that cassation courts cannot substitute their own assessment of facts for those of the trial and appellate judges.

Regesto Legislator

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Art. 363 c.p.p.; Art. 600 c.p.p.: The Court of Cassation lacks the power to re-evaluate factual elements established by the court of first instance or appeal, and appeals must be specific, avoiding generic complaints that seek a re-examination of facts already judged.

Parole chiave

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inadmissibility appeal re-evaluation of facts cassation powers appellate judgment procedural vices bancarotta fraudolenta falsità in documenti di servizio falsificazione di monete

Disposizioni normative citate

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Art. 363 c.p.p.
Art. 600 c.p.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. U, n. 6402 del 30/04/1997, Dessimone
Sez. U, n. 18620 del 19/01/2017, Patalano
Sez. U, n. 22242 del 27/01/2011, Scibè
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: GIANI FABRIZIO nato a TORINO il 19/11/1963 avverso la sentenza del 03/07/2023 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere PIERANGELO CIRILLO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

- che, con l'impugnata sentenza, la Corte di appello di Roma ha riformato - limitatamente al trattamento sanzionatorio - la pronuncia con la quale il Tribunale di Roma aveva condannato Giani Fabrizio per il reato di bancarotta fraudolenta documentale; - che, avverso detta sentenza, l'imputato ha proposto ricorso per cassazione, a mezzo del proprio difensore; - che l'unico motivo di ricorso è versato in fatto, avendo il ricorrente articolato censure che, pur essendo state da lui riferite alle categorie dei vizi di motivazione e di erronea applicazione della legge penale, sono all'evidenza dirette a ottenere un inammissibile sindacato sul merito delle valutazioni effettuate dalla Corte di appello (Sez.

U, n. 6402 del 30/04/1997, Dessimone, Rv. 207944; Sez. U, n. 18620 del 19/01/2017, Patalano); che egli, in realtà, non deduce alcun travisamento della prova o una manifesta illogicità della motivazione, risultante dal testo del provvedimento impugnato, ma offre al giudice di legittimità frammenti probatori o indiziari che tendono a sollecitare un'inammissibile rivalutazione dei fatti; che deve essere ribadito che esula «dai poteri della Corte di cassazione quello di una "rilettura" degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva, riservata al giudice di merito, senza che possa integrare il vizio di legittimità la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione delle risultanze processuali» (Sez.

U, n. 22242 del 27/01/2011, Scibè); - che, peraltro, le censure mosse dal ricorrente - in larga parte - sono prive di specificità, perché meramente reiterative di identiche doglianze proposte con i motivi di gravame, disattese nella sentenza impugnata con corretta motivazione in diritto e congrua e completa argomentazione in punto di fatto, con le quali il ricorrente non si è effettivamente confrontato; - che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende;

P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, 1'8 maggio 2024 Il Consigliere estensore Il P