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Ordinanza — n. 17753/2024 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 17753/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 17753/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: KACI ARSID nato il 29/04/2000 avverso la sentenza del 08/03/2023 del GIP TRIBUNALE di BIELLAsvolta la relazione dal Consigliere GABRIELLA CAPPELLO; OSSERVA Rilevato che KACI Arsid ha proposto ricorso con difensore avverso la sentenza con la quale il Tribunale di Biella ha recepito l'accordo delle parti su una pena per il reato di furto aggravato in abitazione (in Biella, 18/12/2021); ritenuto che il ricorso é inammissibile, per causa che può essere dichiarata senza formalità ai sensi dell'art. 610 comma 5-bis cod. proc. pen., aggiunto dall'art. 1, comma 62, della legge 23 giugno 2017, n. 103, in vigore a decorrere dal 3 agosto 2017; che, in particolare, si tratta di ricorso avverso sentenza applicativa di pena proposto per motivi (dedotti violazione di legge e vizio della motivazione in relazione ai presupposti per una pronuncia ai sensi dell'art. 129, cod. proc. pen.), non deducibili ai sensi dell'art. 448 comma 2- bis cod. proc. pen. (inserito dall'art. 1, comma 50, della legge 103/2017 citata); che alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero in ordine alla causa di inammissibilità (Corte cost. n. 186/2000);

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 17753/2024 — snpen · Corte di Cassazione: 610 comma 5-bis cod. proc. pen., aggiunto dall'art. 1, comma 62, della legge 23 giugno 2017, n. 103, in vigore a decorrere dal 3 agosto 2017; che, in particolare, si tratta di ricorso avverso sentenza applicativa di pena proposto per motivi (dedotti violazione di legge e vizio della motivazione in relazione ai presupposti per una pronuncia ai sensi dell'art. 129, cod. proc. pen.), non deducibili ai sensi dell'art. 448 comma 2- bis cod. proc. pen. (inserito dall'art. 1, comma 50, della legge 103/2017 citata); che alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero in ordine alla causa di inammissibilità (Corte cost. n. 186/2000);

Parole chiave

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motivi di cassazione motivazione inadeguata delle censure costituzionali condono delle spese procedurali soppressione di prestazioni d'invalidità ritiro dell'istanza giudiziaria impugnazione di decisioni amministrative
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: KACI ARSID nato il 29/04/2000 avverso la sentenza del 08/03/2023 del GIP TRIBUNALE di BIELLAsvolta la relazione dal Consigliere GABRIELLA CAPPELLO; OSSERVA Rilevato che KACI Arsid ha proposto ricorso con difensore avverso la sentenza con la quale il Tribunale di Biella ha recepito l'accordo delle parti su una pena per il reato di furto aggravato in abitazione (in Biella, 18/12/2021); ritenuto che il ricorso é inammissibile, per causa che può essere dichiarata senza formalità ai sensi dell'art. 610 comma 5-bis cod. proc. pen., aggiunto dall'art. 1, comma 62, della legge 23 giugno 2017, n. 103, in vigore a decorrere dal 3 agosto 2017; che, in particolare, si tratta di ricorso avverso sentenza applicativa di pena proposto per motivi (dedotti violazione di legge e vizio della motivazione in relazione ai presupposti per una pronuncia ai sensi dell'art. 129, cod. proc. pen.), non deducibili ai sensi dell'art. 448 comma 2- bis cod. proc. pen. (inserito dall'art. 1, comma 50, della legge 103/2017 citata); che alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende, non ravvisandosi ragioni di esonero in ordine alla causa di inammissibilità (Corte cost. n. 186/2000);

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende. Deciso il 3 aprile 2024 Il Consigliere estensore Il 1,3r9sict e / Gabriella Cappello Emanuele 'Di, Ivo &::1(2efiv I i DEPOSUFATA IN CAN r-ZI A —..fozfrIAG