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Ordinanza — n. 10501/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to lack of unified intent in heterogeneous crimes.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 10501/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the cassation appeal inadmissible, ordering the appellant to pay procedural costs and a fine. The appellant challenged a judgment regarding the continuation of crimes, arguing for a unified intent across diverse offenses. The court rejected this claim, citing established precedent that requires concrete indicators of planning, noting that the heterogeneity between robbery and drug trafficking acts made it illogical to presume the later crimes were pre-planned at the time of the first.

Regesto Legislator

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Art. 600 c.p.p.; Art. 601 c.p.p.: The recognition of crime continuation requires a thorough verification of concrete indicators of unified intent, such as homogeneity of violations and spatial-temporal contiguity; mere presence of some indicators is insufficient if subsequent acts result from temporary determination.

Parole chiave

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continuation of crimes unified intent heterogeneous offenses criminal execution planning indicators cassation inadmissibility drug trafficking reato continuato

Disposizioni normative citate

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Art. 600 c.p.p.
Art. 601 c.p.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. U, Sentenza n. 28659 del 18/05/2017
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: PADOLECCHIA GIUSEPPE DAVIDE nato a BARI 11 13/11/1988 avverso l'ordinanza del 23/03/2023 del GIP TRIBUNALE di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere CARMINE RUSSO; Ritenuto in fatto e considerato in diritto Rilevato che Giuseppe Davide Padolecchia ricorre per cassazione contro il provvedimento indicato in intestazione; Ritenuto che gli argomenti dedotti nell'unico motivo di ricorso siano manifestamente infondati, in quanto in contrasto con la consolidata giurisprudenza della Corte di legittimità in punto di individuazione dei criteri da cui si può desumere l'esistenza di una volizione unitaria (cfr., per tutte, Sez.

U, Sentenza n. 28659 del 18/05/2017, Gargiulo, Rv. 270074: Il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneità delle violazioni e del bene protetto, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea), atteso che l'eterogeneità tra i reati che si chiede di porre in continuazione è uno degli indici di valutazione della esistenza o meno di una volizione unitaria ed, in presenza di tale eterogeneità nel caso in esame (rapina da un lato, partecipazione ad una associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti e singoli reati di spaccio dall'altro), non è illogica la decisione del giudice dell'esecuzione che ha ritenuto che al momento di commissione del primo reato in ordine temporale i successivi non potessero essere stati programmati almeno nelle loro linee essenziali;

Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 22 f