Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 3924/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility due to non-specific grounds and lack of argumentation.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 3924/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassation declared the appeal inadmissible, ordering the appellant to pay court costs and a fine. The appellant argued for acquittal on recidivism and leniency, but the Court found these grounds were merely repetitive of the lower court's rejected arguments without new analysis. Consequently, the appeal was rejected because it failed to provide specific, distinct reasons for overturning the first-instance judgment.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 600 c.p.p.; Art. 601 c.p.p.: An appeal to the Court of Cassation is inadmissible if it is based on non-specific, generic, or indeterminate grounds that merely repeat reasons already examined and rejected by the court of first instance or appeal without providing a specific, argumentative critique.

Parole chiave

Generato dall'IA
inadmissible appeal non-specific grounds repetitive arguments lack of motivation court of cassation motivi di cassazione motivazione inadeguata delle censure costituzionali censure procedurali

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 600 c.p.p.
Art. 601 c.p.p.
art. 648 cod. pen
V22Q1A-' Letto il ricorso di Valeriotti Gaetano; ritenuto che i primi due motivi di ricorso, con cui si deduce rispettivamente l'assenza del dolo della ricettazione e la sussistenza dell'ipotesi di lieve entità di cui all'art. 648 cod.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sezione 6, n. 23014 del 29/4/2021
Sezione 3, n. 50750 del 15/6/2016
Sezione 3, n. 50750 del 15/6/2016, Dantese, Rv.
Sezione 4, n. 18826 del 09/02/2012
268385 - 01; Sezione 4, n. 18826 del 09/02/2012, Pezzo, Rv.
Sezione 4, n. 34270 del 3/7/2007
253849; Sezione 4, n. 34270 del 3/7/2007, Scicchitano Rv.
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: VALERIOTI GAETANO nato a ROMA il 13/03/1953 avverso la sentenza del 29/03/2023 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere DONATO D'AURIA;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

V22Q1A-' Letto il ricorso di Valeriotti Gaetano; ritenuto che i primi due motivi di ricorso, con cui si deduce rispettivamente l'assenza del dolo della ricettazione e la sussistenza dell'ipotesi di lieve entità di cui all'art. 648 cod. pen., sono fondati su doglianze che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelle già dedotte in appello e puntualmente disattese, anche mediante il rinvio alla sentenza di primo grado, dalla Corte di merito (si veda pag. 1), dovendo le stesse considerarsi non specifiche ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso; considerato che, come reiteratamente affermato dalla giurisprudenza di legittimità, è inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi non specifici, ossia generici ed indeterminati, che ripropongono le stesse ragioni già esaminate e ritenute infondate dal giudice del gravame o che risultano carenti della necessaria correlazione tra le argomentazioni riportate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione (Sezione 6, n. 23014 del 29/4/2021, B., Rv. 281521 - 01;

Sezione 3, n. 50750 del 15/6/2016, Dantese, Rv. 268385 - 01; Sezione 4, n. 18826 del 09/02/2012, Pezzo, Rv. 253849; Sezione 4, n. 34270 del 3/7/2007, Scicchitano Rv. 236945 - 01); ritenuto che il terzo motivo, con cui si eccepisce il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, è manifestamente infondato, in quanto, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di questa Corte, non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego delle predette circostanze, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o rilevanti nonché all'assenza di elementi positivi, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (si veda, in particolare, il penultimo capoverso di pag. 1); che la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e quando, come nel caso di specie, sia inferiore alla media edittale, il giudice, per assolvere al proprio obbligo di motivazione, è sufficiente che utilizzi espressioni del tipo:

«pena congrua», «pena equa» o «congruo aumento», essendo, invece, necessaria una specifica e dettagliata spiegazione del ragionamento seguito soltanto quando la pena sia di gran lunga superiore alla misura media edittale (si veda il penultimo capoverso di pag. 1); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 5 dicembre