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Ordinanza — n. 2837/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian Court dismisses appeals against reduced fraud sentence as legal arguments are unfounded and inadmissible.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 2837/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassazione declared the appeals by Marsella Piero and Bego Loredana inadmissible regarding their conviction for fraud. The appellants argued for a change in legal qualification and contested the denial of general mitigating circumstances, but the court found the lower court's reasoning logically sound and sufficient. Consequently, the appeals were rejected, and the appellants were ordered to pay court costs and fines.

Regesto Legislator

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Art. 640 cod. pen.; Art. 364 cod. proc. pen.: Appeals challenging the legal qualification of conduct or the denial of general mitigating circumstances are inadmissible if the lower court's reasoning is logically sound and references decisive elements without needing to address every argument presented.

Parole chiave

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fraud conviction legal qualification mitigating circumstances appeal inadmissibility Cassazione Roma criminal appeal general mitigation truffa in materia di credito

Disposizioni normative citate

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Art. 640 cod. pen.
Art. 364 cod. proc. pen.
art. 640 cod. pen
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: MARSELLA PIERO nato a TERRACINA il 22/04/1963 BEGO LOREDANA nato a LATINA il 13/04/1965 avverso la sentenza del 01/02/2023 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO SARACO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Marsella Piero e Bego Loredana impugnano la sentenza in data 01/02/2023 della Corte di appello di Roma, che ha ridotto la pena inflitta dalla sentenza in data 05/03/2020 del tribunale di Velletri per il reato di truffa; Ritenuto che il primo motivo di ricorso, proposto nell'interesse di entrambi gli imputati, con cui si censura la qualificazione giuridica della condotta a questi ascritta in termini di truffa e se ne invoca la derubricazione nel delitto di insolvenza fraudolenta, risulta manifestamente infondato, in quanto con motivazione esente dai descritti vizi logici, il giudice di merito ha esplicitato le ragioni del suo convincimento (si veda, in particolare, pagina 4) facendo applicazione di corretti argomenti giuridici ai fini dell'affermazione di penale responsabilità dei prevenuti per il reato di cui all'art. 640 cod. pen.;

Considerato che il motivo di ricorso che contesta la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche nei confronti della Bego non è consentito in sede di legittimità ed è manifestamente infondato in presenza (si veda pagina 4 della sentenza impugnata) di una motivazione esente da evidenti illogicità, anche considerato il principio affermato da questa Corte, secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione;

Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende;

P.Q.M.

dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 24 ottobre 2023 Il Consigliere estensore La Pre