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Ordinanza — n. 2291/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for lack of specific grounds regarding criminal liability and sentencing discretion.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 2291/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The court declared the cassation appeal inadmissible, rejecting arguments concerning criminal liability and sentencing. The appellant failed to provide concrete specifics on alleged evidentiary errors or logical flaws in the lower court's reasoning. Consequently, the appeal was dismissed because the grounds were too generic to challenge the trial judge's discretion.

Regesto Legislator

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Art. 131-bis cod. pen.; Art. 133 cod. pen.: Appeals against criminal judgments must cite specific and decisive errors; generic complaints regarding evidence or sentencing discretion are inadmissible.

Parole chiave

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lack of specific grounds criminal liability appeal sentencing discretion inadmissible appeal evidentiary errors motivi di cassazione motivazione del mutamento giurisprudenza sostituzione dei motivi

Disposizioni normative citate

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Art. 131-bis cod. pen.
Letto il ricorso di Jean Claude Nolasco; ritenuto che i primi due motivi di ricorso, con i quali si contesta l'affermazione in ordine alla penale responsabilità, sia in punto di prova dei reati ascritti, che in relazione al mancato proscioglimento dell'imputato ai sensi dell'art. 131-bis cod.
Art. 133 cod. pen.
art. 131-bis cod. pen
Letto il ricorso di Jean Claude Nolasco; ritenuto che i primi due motivi di ricorso, con i quali si contesta l'affermazione in ordine alla penale responsabilità, sia in punto di prova dei reati ascritti, che in relazione al mancato proscioglimento dell'imputato ai sensi dell'art. 131-bis cod.
art. 133 cod. pen
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: NOLASCO JEAN CLAUDE, nato ad Annecy (Francia) il 09/07/1980 avverso la sentenza del 13/03/2023 della Corte d'appello di Palermo dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE NICASTRO.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Jean Claude Nolasco; ritenuto che i primi due motivi di ricorso, con i quali si contesta l'affermazione in ordine alla penale responsabilità, sia in punto di prova dei reati ascritti, che in relazione al mancato proscioglimento dell'imputato ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., sono privi di concreta specificità e tendono a prefigurare una rivalutazione delle fonti probatorie e/o un'alternativa ricostruzione dei fatti mediante criteri di valutazione diversi da quelli adottati dal giudice del merito, estranee al sindacato del presente giudizio ed avulse da pertinente individuazione di specifici e decisivi travisamenti di emergenze processuali valorizzate dai giudicanti; che, invero, la mancanza di specificità del motivo deve essere apprezzata non solo per la sua genericità, come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra la complessità delle ragioni argomentate nella decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, queste non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato, senza cadere nel vizio di mancanza di specificità; che, nella specie, i giudici del merito hanno ampiamente vagliato e disatteso, con corretti argomenti logici e giuridici, le doglianze difensive dell'appello, meramente riprodotte in questa sede (si vedano, in particolare, le pagg. 5 e 6); considerato che il terzo motivo di ricorso, inerente al trattamento sanzionatorio, non è consentito in quanto, trattandosi di esercizio della discrezionalità attribuita al giudice del merito, la graduazione della pena - sia con riguardo alla individuazione della pena base che in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previste per le circostanze e per i reati in continuazione - non può costituire oggetto di ricorso per cassazione laddove la relativa determinazione, sorretta da sufficiente motivazione, non sia stata frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico; che, nel caso di specie, l'onere argomentativo del giudice è stato adeguatamente assolto attraverso il richiamo agli elementi di cui all'art. 133 cod. pen. ritenuti decisivi o rilevanti ovvero attraverso espressioni del tipo "pena congrua", "pena equa" o "congruo aumento", non essendo necessaria una specifica e dettagliata motivazione nel caso in cui venga irrogata una pena inferiore alla media edittale (si veda, in particolare, la pag. 7); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deci