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Ordinanza — n. 53/2024 — snpen Generato dall'IA

Cassation appeal dismissed for inadmissibility as it attacks factual findings rather than legal errors.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 53/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal by Tindaro Giulio Barbitta inadmissible, ordering him to pay court costs and a fine. The defense argued violations of procedural and penal codes regarding evidence and reasoning, but the court found these arguments merely contested the trial court's factual conclusions. The court ruled that such attacks on the persuasiveness of evidence or the weight of facts are precluded in cassation, which is reserved for specific logical flaws or legal errors.

Regesto Legislator

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Art. 187, 192 c.p.p.; Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.: Appeals to the Court of Cassation are inadmissible if they merely contest the factual findings or the persuasiveness of evidence rather than alleging specific logical flaws or legal violations.

Parole chiave

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cassation appeal inadmissibility factual findings preclusion weight of evidence review logical flaw requirement procedural code violations ritardi procedurali vizio di procedura impedimento processuale

Disposizioni normative citate

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Art. 187 c.p.p.
Art. 192 c.p.p.
Art. 648-bis c.p.
pen., nonché dell'art. 648-bis cod.
Art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
pen., finisce in realtà per fondarsi su argomentazioni che si pongono in confronto diretto con il materiale probatorio, e non, invece, sulla denuncia di uno dei vizi logici, tassativamente previsti dall'art. 606, comma primo, lett.
art. 648-bis cod. pen
pen., nonché dell'art. 648-bis cod.
art. 192 cod. proc. pen

Giurisprudenza citata

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Sez. 6, n. 13442 del 08/03/2016, De Angelis ed altro, Rv. 266924
(cfr., Sez. 6, n. 13442 del 08/03/2016, De Angelis ed altro, Rv. 266924;
Sez. 6, n. 43963 del 30/09/2013, Basile, Rv. 258153
Sez. 6, n. 43963 del 30/09/2013, Basile, Rv. 258153; conf., ancora, Sez.
Sez. U., n. 29541 del 16/07/2020, Filardo, Rv. 280027
Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015, Rv. 262965
Sez. 2, n. 9106 del 12/02/2021, Caradonna, Rv. 280747
Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, Rv. 280601
Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015, Musso, Rv. 265482
280601; Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015, Musso, Rv. 265482;
Sez. 1, n. 42369 del 16/11/2006, De Vita, Rv. 23507
Sez. 6, n. 22256 del 26/04/2006, Bosco, Rv. 234148
23507; cfr., ancora, Sez. 6, n. 22256 del 26/04/2006, Bosco, Rv. 234148); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BARBITTA TINDARO GIULIO nato a MELITO DI PORTO SALVO il 31/10/1983 avverso la sentenza del 16/12/2022 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere PIERLUIGI CIANFROCCA;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Letto il ricorso di Tindaro Giulio Barbitta; letta la ampia e diffusa memoria difensiva trasmessa in data 20.10.2023; considerato che il ricorso, con il quale si -deduce violazione di legge con riferimento agli artt. 187 e 192 cod. proc. pen., nonché dell'art. 648-bis cod. pen., e vizio di motivazione è inammissibile perché articolato su censure non consentite in questa sede: sotto il profilo della violazione di legge sostanziale, infatti, la difesa finisce per contestare il giudizio di responsabilità, ovvero il risultato probatorio cui sono approdati i giudici di primo e secondo grado che, con valutazione conforme delle medesime emergenze istruttorie, sono stati concordi nel ravvisare tali elementi nella ricostruzione della concreta vicenda processuale; né, per altro verso, è consentito il ricorso per cassazione che, "sub specie" della violazione dell'art. 192 cod. proc. pen., finisce in realtà per fondarsi su argomentazioni che si pongono in confronto diretto con il materiale probatorio, e non, invece, sulla denuncia di uno dei vizi logici, tassativamente previsti dall'art. 606, comma primo, lett. e), cod. proc. pen. (cfr., Sez. 6, n. 13442 del 08/03/2016, De Angelis ed altro, Rv. 266924;

Sez. 6, n. 43963 del 30/09/2013, Basile, Rv. 258153; conf., ancora, Sez. U - , n. 29541 del 16/07/2020, Filardo, Rv. 280027 - 04); quanto al vizio di motivazione, è appena il caso di ribadire che sono perciò deducibili, in sede di legittimità, censure relative alla motivazione diverse da quelle che abbiano ad oggetto la sua mancanza, la sua manifesta illogicità, la sua contraddittorietà (intrinseca o con atto probatorio ignorato quando esistente, o affermato quando mancante), su aspetti essenziali per pervenire ad una diversa conclusione del processo; sono dunque inammissibili tutte le doglianze che "attaccano" la persuasività, l'inadeguatezza, la mancanza di rigore o di puntualità, la stessa illogicità quando non manifesta, così come quelle che sollecitano una differente comparazione dei significati probatori da attribuire alle diverse prove o evidenziano ragioni in fatto per giungere a conclusioni differenti sui punti dell'attendibilità, della credibilità, dello spessore della valenza probatoria del singolo elemento (cfr., in tal senso, Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015, 0., Rv. 262965;

Sez. 2 - , n. 9106 del 12/02/2021, Caradonna, Rv. 280747); ed è certamente preclusa al giudice di legittimità la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata ovvero l'autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, anche qualora indicati dal ricorrente come maggiormente plausibili o dotati di una migliore capacità esplicativa rispetto a quelli adottati dal giudice del merito (cfr., Sez. 6 - , n. 5465 del 04/11/2020, F., Rv. 280601; Sez. 6, n. 47204 del 07/10/2015, Musso, Rv. 265482;

Sez. 1, n.42369 del 16/11/2006, De Vita, Rv. 23507; cfr., ancora, Sez. 6, n. 22256 del 26/04/2006, Bosco, Rv. 234148); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così de