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Sentenza — n. 7246/2024 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 7246/2024 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 7246/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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Con sentenza emessa in data 11 gennaio 2023, la Corte d'Appello di Roma, per quanto di interesse in questa sede, ha confermato la sentenza resa dal Tribunale di Roma in data 3 luglio 2020 a seguito di giudizio abbreviato nella parte in cui aveva dichiarato la penale responsabilità di Antonio Matrone e gli aveva 114 irrogato la pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 2.000 euro di multa per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990. Secondo quanto ricostruito da giudici di merito, Antonio Matrone, in concorso con Francesco Ludovico Muredda, avrebbe detenuto e ceduto sostanza stupefacente del tipo cocaina in data 21 febbraio 2020, di cui grammi 12,00 sequestrati e contenenti principio attivo pari a 7,78 grammi, dai quali erano ricavabili 51 dosi medie.

Regesto Legislator

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Sentenza — n. 7246/2024 — snpen · Corte di Cassazione: 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990. Secondo quanto ricostruito da giudici di merito, Antonio Matrone, in concorso con Francesco Ludovico Muredda, avrebbe detenuto e ceduto sostanza stupefacente del tipo cocaina in data 21 febbraio 2020, di cui grammi 12,00 sequestrati e contenenti principio attivo pari a 7,78 grammi, dai quali erano ricavabili 51 dosi medie.

Parole chiave

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procedura di annullamento ritiro della querela penale procedimento di dichiarazione di nullità e rinuncia remissione della pena impugnabilità della decisione di rinvio revisione della sentenza penale
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma nel procedimento nei confronti di Matrone Antonio, nato a Campobasso il 23/01/1998 avverso la sentenza del 11/01/2023 della Corte d'appello di Roma visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Antonio Corbo; letta la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Stefano Tocci, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con sentenza emessa in data 11 gennaio 2023, la Corte d'Appello di Roma, per quanto di interesse in questa sede, ha confermato la sentenza resa dal Tribunale di Roma in data 3 luglio 2020 a seguito di giudizio abbreviato nella parte in cui aveva dichiarato la penale responsabilità di Antonio Matrone e gli aveva 114 irrogato la pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 2.000 euro di multa per il reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990. Secondo quanto ricostruito da giudici di merito, Antonio Matrone, in concorso con Francesco Ludovico Muredda, avrebbe detenuto e ceduto sostanza stupefacente del tipo cocaina in data 21 febbraio 2020, di cui grammi 12,00 sequestrati e contenenti principio attivo pari a 7,78 grammi, dai quali erano ricavabili 51 dosi medie.

2. Ha presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe il Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma articolando un solo motivo, con il quale si denuncia violazione di legge, in riferimento agli artt. 178, lett. c), 179 e 185 cod. proc. pen., a norma dell'art. 606, comma 1, lett.

c) cod. proc. pen., avuto riguardo all'omessa citazione dell'imputato Antonio Matrone per il giudizio di appello. Si deduce che la sentenza di appello è affetta da nullità assoluta ed insanabile nella parte relativa ad Antonio Matrone, perché il decreto di citazione per il giudizio di secondo grado è stato notificato esclusivamente al coimputato Francesco Ludovico Muredda. Si precisa che Antonio Matrone aveva presentato atto di appello e, in tale giudizio, non è comparso, né è stato rappresentato dal difensore.

3. Il ricorso è fondato. Invero, come rilevabile dagli atti, e come correttamente segnalato al Procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma dal Presidente della Sezione della Corte d'appello di Roma che ha emesso la sentenza impugnata, quest'ultima è stata emessa nei confronti di Antonio Matrone sebbene il medesimo non fosse stato citato per il giudizio di appello. L'omessa citazione di Antonio Matrone per il giudizio di appello integra una nullità assoluta ed insanabile della relativa udienza, a norma dell'art. 179, comma 1, cod. proc. pen. Questa nullità, a norma dell'art. 185, comma 1, cod. proc. pen., invalida l'intero processo di secondo grado nei confronti di Antonio Matrone, e travolge anche la sentenza emessa all'esito del giudizio di gravame, ovviamente solo in relazione al precisato imputato.

4. Alla fondatezza del ricorso segue l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata in relazione all'imputato Antonio Matrone e la regressione del procedimento nei confronti dello stesso al grado di appello, grado nel quale è stato compiuto l'atto nullo, perché si proceda alla rinnovazione della citazione a giudizio nei confronti del precisato Antonio Matrone e del conseguente giudizio sul gravame/ proposto dal medesimo avverso la sentenza del 3 luglio 2020 del Tribunale di Roma.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata in relazione all'imputato Matrone Antonio e dispone la trasmissione degli atti ad altra sezione della Corte di appello di Roma per la trattazione dell'appello del Matrone avverso la sentenza del 3 luglio 2020 del Tribunale di Roma. Così deciso in data 12/01/2024 Il Cons