Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 45614/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian Supreme Court dismisses appeal for inadmissibility due to waiver of grounds and limited appellate review scope.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 45614/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassazione declared the appeal inadmissible because the appellant had previously waived all grounds for objection and agreed to the penalty in the second instance. The defense argued errors in sentencing under Articles 88, 89, and 99 of the Penal Code, but the appellate court was legally bound to review only the unwaived issues regarding the agreed sentence. Consequently, the Court ruled that the appeal lacked devolutive effect and dismissed it, ordering the appellant to pay procedural costs and a fine.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 599-bis c.p.p.; Art. 616 c.p.p.: Upon agreement on the penalty in the second instance and subsequent waiver of grounds, the appellate judgment's devolutive effect is limited strictly to the agreed sentence, rendering appeals challenging other aspects inadmissible.

Parole chiave

Generato dall'IA
appellate waiver of grounds limited devolutive effect agreed penalty review inadmissible appeal procedural preclusion commisurazione della pena per rapina recidiva nell'infrazione revisione della sentenza penale

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 599-bis c.p.p.
LA Corte di Appello di Catania rideterminava, ai sensi dell'art. 599 bis cod.
Art. 616 c.p.p.
Discende l'inammissibilità del ricorso in esame; ai sensi dell'art. 616 cod.
Art. 599 c.p.p.
LA Corte di Appello di Catania rideterminava, ai sensi dell'art. 599 bis cod.
Art. 88 c.p.
Art. 89 c.p.
Art. 99 c.p.
art. 599 bis cod. proc. pen
LA Corte di Appello di Catania rideterminava, ai sensi dell'art. 599 bis cod. proc. pen., la pena alla quale Beretti Gabriele era stato condannato per tentata rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
art. 599 cod. proc. pen
LA Corte di Appello di Catania rideterminava, ai sensi dell'art. 599 bis cod.
art. 616 cod. proc. pen
Discende l'inammissibilità del ricorso in esame; ai sensi dell'art. 616 cod.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. 6, n. 35108 del 08/05/2003, Zardini
(tra le altre Sez. 6, n. 35108 del 08/05/2003, Zardini, Rv.226707;
Sez. 5, n. 3391 del 15/10/2009, Camassa
Sez. 4, n. 53565 del 27/09/2017, Ferro
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BERETTI GABRIELE nato a CATANIA il 02/10/1986 avverso la sentenza del 25/01/2024 della CORTE APPELLO di CATANIAudita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE COSCIONI;

RITENUTO IN FATTO

1. LA Corte di Appello di Catania rideterminava, ai sensi dell'art. 599 bis cod. proc. pen., la pena alla quale Beretti Gabriele era stato condannato per tentata rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. 1.1 Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione il difensore di Beretti, lamentando erronea applicazione e mancanza, contraddittorietà e illogicità della motivazione in relazione agli artt. 88, 89 e 99 cod. pen.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.11 ricorso deve essere dichiarato inammissibile. 1.1 Si deve rilevare che a seguito della reintroduzione del cd. patteggiamento in appello, di cui al nuovo art. 599-bis cod. proc. pen., ad opera della legge n. 103 del 2017, rivive il principio — elaborato dalla giurisprudenza di legittimità nel vigore del similare istituto previsto dell'art. 599, comma 4, cod. proc. pen. e successivamente abrogato dal decreto legge n. 92 del 2008 — secondo cui il giudice d'appello, nell'accogliere la richiesta di pena concordata è tenuto motivare soltanto relativamente alla pena, a causa dell'effetto devolutivo, una volta che l'imputato abbia rinunciato ai motivi d'impugnazione (come nel caso in esame, ini l'appellante ha rinunciato ai motivi di gravame e concordato la pena con il Procuratore generale), la cognizione del giudice deve limitarsi ai motivi non rinunciati, essendovi peraltro una radicale diversità tra l'istituto dell'applicazione della pena su richiesta delle parti e quello disciplinato dal citato art. 599 cod. proc. pen. (tra le altre Sez. 6, n. 35108 del 08/05/2003, Zardini, Rv.226707;

Sez. 5, n. 3391 del 15/10/2009, dep. 2010, Camassa, Rv. 245919); determinando, invero, la rinuncia ai motivi una preclusione processuale che impedisce al giudice di prendere cognizione di quanto deve ormai ritenersi non gli sia devoluto (in punto di affermazione di responsabilità ed altro, con effetti sull'intero svolgimento processuale, ivi compreso il giudizio di legittimità, analogamente a quanto avviene nella rinuncia all'impugnazione (Sez. 4, n. 53565 del 27/09/2017 - dep. 27/11/2017, Ferro, Rv. 271258).

2. Discende l'inammissibilità del ricorso in esame; ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere condannata al pagamento delle spese del procedimento, nonché - ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità - al pagamento a favore della Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00 così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così