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Sentenza — n. 43854/2024 — snpen Generato dall'IA

Italian Court of Cassation rules that the Court of Appeal of Palermo has jurisdiction over a request to modify the execution of a public utility work sentence.

Numero d'incarto Sentenza — n. 43854/2024 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation resolved a negative jurisdictional conflict between the Palermo Court of Appeal and the Udine Supervisory Judge regarding a prisoner's request to travel for vacation. While the Supervisory Judge claimed territorial incompetence, the Court of Appeal argued its jurisdiction based on the place of sentence execution. The Court ruled that the request to modify the execution of a public utility work sentence falls under the appellate court's role as the execution judge, thereby affirming its competence.

Regesto Legislator

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Art. 666 cod. proc. pen.; The Court of Appeal of the place where the sentence is being executed has jurisdiction to rule on requests to modify the execution of a public utility work sentence, even when the prisoner resides elsewhere.

Parole chiave

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conflict of jurisdiction public utility work sentence execution judge competence territorial jurisdiction modification of sentence execution indennità di vacanze spese di missione, di trasporto e di alloggio permessi di dimora

Disposizioni normative citate

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Art. 666 cod. proc. pen.
E sulle modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunziata dal giudice della cognizione, è legittimato a intervenite il giudice dell'esecuzione, con l'osservanza delle disposizioni contenute nell'art. 666 cod. proc. pen. (Sez.
art. 666 cod. proc. pen
E sulle modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunziata dal giudice della cognizione, è legittimato a intervenite il giudice dell'esecuzione, con l'osservanza delle disposizioni contenute nell'art. 666 cod. proc. pen.

Giurisprudenza citata

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Sez. 1, n. 4960 del 12/10/1995, Passaro
Sez. 1, n. 1858 del 28/04/1992, Becchimanzi
202673; Sez. 1, n. 1858 del 28/04/1992, Becchimanzi, rv.
Sez. 1, n. 24430 del 28/04/2015, Gianfreda
(Sez. 1, n. 24430 del 28/04/2015, Gianfreda, rv.
Sez. 1, n. 29227 del 02/07/2013, Kharraf
263969; Sez. 1, n. 29227 del 02/07/2013, Kharraf, rv.
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul conflitto di competenza sollevato da: GIUDICE SORVEGLIANZA UDINE nei confronti di: CORTE APPELLO PALERMOcon l'ordinanza del 05/08/2024 del GIUD. SORVEGLIANZA di UDINEudita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO VALERIO LANNA; letta la requisitoria del Sostituto Procuratore generale VALENTINA MANUALI, che ha chiesto dichiararsi la competenza della Corte di appello di Palermo f

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza del 06/10/2023, la Corte di appello di Palermo, confermando sul punto la sentenza del 18/03/2021 del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Marsala, ha sostituito nei confronti dell'imputato Giuseppe Bulevardi la pena detentiva di anni due, mesi cinque e giorni venti di reclusione, con la pena del lavoro di pubblica utilità sostitutivo per la medesima durata, corrispondente a novecento giorni e, quindi, a 1.800 ore complessive, disponendone lo svolgimento presso l'ente "Croce Rossa Italiana, comitato di Palmanova", ubicato in Palmanova, provincia di Udine; contestualmente, è stato imposto al condannato - tra le altre prescrizioni - di permanere all'interno del territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. 1.1.

Con istanza indirizzata alla Corte dì appello di Palermo e datata 18/07/2024, Giuseppe Bulevardi - a mezzo dell'avv. Walter Marino - ha chiesto l'autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di residenza, ubicato in Cervignano del Friuli, nel periodo intercorrente tra il 07 e il 24 agosto 2024, al fine di raggiungere la città di Mazara del Vallo ed ivi trascorrere le ferie lavorative. 1.2. Con ordinanza depositata il 01/08/2024, la Corte di appello di Palermo ha ritenuto radicarsi la competenza per territorio, quanto alla sopra detta richiesta, in relazione al luogo di espiazione della pena; atteso che l'interessato sta espiando tale pena in Cervignano del Friuli, la Corte palermitana ha dichiarato, quindi, la propria incompetenza e, consequenzialmente, ha disposto la trasmissione degli atti al Magistrato di sorveglianza di Udine. 1.3.

Il Magistrato di sorveglianza di Udine, ritenuta invece la propria incompetenza territoriale, per essere competente la Corte di appello di Palermo, ha sollevato conflitto negativo ed ha disposto la trasmissione degli atti a questa Corte.

2. Il Procuratore generale ha chiesto dichiararsi la competenza della Corte di appello di Palermo.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Preliminarmente va dichiarata l'ammissibilità, in rito, del prospettato conflitto di competenza. Il principio di diritto pacificamente affermato dalla giurisprudenza di legittimità, infatti, è che le condizioni necessarie - ai fini della configurabilità del conflitto negativo - siano rappresentate dal doppio rifiuto di provvedere in ordine alla medesima questione, in ragione della ritenuta propria incompetenza, espresso da due giudici, i quali si indichino reciprocamente come competenti; viene in tal modo a determinarsi una stasi del procedimento, che non può essere risolta senza l'intervento della Corte regolatrice (Sez. 1, n. 4960 del 12/10/1995, Passaro, rv. 202673; Sez. 1, n. 1858 del 28/04/1992, Becchimanzi, rv. 190522). L'indubbia esistenza di una situazione di stallo processuale, derivata dal rifiuto - formalmente manifestato - di due giudici a conoscere dello stesso procedimento, appare quindi insuperabile in assenza dell'intervento di questa Corte. Tanto premesso, deve essere dichiarata la competenza della Corte di appello di Palermo.

2. Come già precisato in parte narrativa, l'istanza presentata dal condannato era volta ad ottenere l'autorizzazione ad allontanarsi dal luogo di residenza, ubicato in Cervignano del Friuli, nel periodo dal 07 al 24 agosto 2024, al fine di raggiungere la città di Mazara del Vallo ed ivi trascorrere le ferie lavorative. Una istanza di tal genere rientra pacificamente nel novero delle richieste di modifica delle modalità di esecuzione della pena sostitutiva (in termini di orari, luoghi, connessione con altri aspetti della vita individuale e familiare del condannato).

E sulle modalità di esecuzione della pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, stabilite nella sentenza pronunziata dal giudice della cognizione, è legittimato a intervenite il giudice dell'esecuzione, con l'osservanza delle disposizioni contenute nell'art. 666 cod. proc. pen. (Sez. 1, n. 24430 del 28/04/2015, Gianfreda, rv. 263969; Sez. 1, n. 29227 del 02/07/2013, Kharraf, rv. 256800) Di conseguenza, nel caso in esame, la competenza a provvedere in ordine all'istanza avanzata da Bulevardi, in relazione alla sentenza sopra richiamata dalla Corte di appello di Palermo, appartiene a quest'ultima, nella veste di giudice dell'esecuzione; alla stessa, infine, dovranno essere trasmessi gli atti.

P.Q.M.

Decidendo sul conflitto, dichiara la competenza della Corte di appello di Palermo, cui dispone trasmettersi gli a