Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Ordinanza — n. 48228/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 48228/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 48228/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

Rilevato che l'unico motivo dedotto da Emilio Polzella per violazione di legge e per vizio di motivazione in relazione al trattamento sanzionatorio, non supera il vaglio di inammissibilità perché sollecita, per di più in termini generici, nuovi apprezzamenti da sovrapporre a quelli, tutt'altro che illogici, del giudice del merito. La Corte di appello, infatti, ha, con argomentazioni plausibili in fatto ed ineccepibili sul piano giuridico, posto a fondamento della decisione di denegare le circostanze attenuanti generiche non solo l'assenza di elementi favorevoli ma anche la particolare gravità della condotta e la allarmante capacità a delinquere dell'imputato gravato da più precedenti penali.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Ordinanza — n. 48228/2023 — snpen · Corte di Cassazione: La Corte di appello, infatti, ha, con argomentazioni plausibili in fatto ed ineccepibili sul piano giuridico, posto a fondamento della decisione di denegare le circostanze attenuanti generiche non solo l'assenza di elementi favorevoli ma anche la particolare gravità della condotta e la allarmante capacità a delinquere dell'imputato gravato da più precedenti penali.

Parole chiave

Generato dall'IA
condono delle spese procedurali pagamento dell'emolumento attenuazione della pena sanzioni pecuniarie economicità del trattamento modalità di calcolo dell'ammenda
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: POLZELLA EMILIO nato a ROMA il 03/03/1944 avverso la sentenza del 09/02/2023 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere FRANCESCO ALIFFI;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Visti gli atti. Esaminati il ricorso e la sentenza impugnata.

1. Rilevato che l'unico motivo dedotto da Emilio Polzella per violazione di legge e per vizio di motivazione in relazione al trattamento sanzionatorio, non supera il vaglio di inammissibilità perché sollecita, per di più in termini generici, nuovi apprezzamenti da sovrapporre a quelli, tutt'altro che illogici, del giudice del merito. La Corte di appello, infatti, ha, con argomentazioni plausibili in fatto ed ineccepibili sul piano giuridico, posto a fondamento della decisione di denegare le circostanze attenuanti generiche non solo l'assenza di elementi favorevoli ma anche la particolare gravità della condotta e la allarmante capacità a delinquere dell'imputato gravato da più precedenti penali.

2. L'omessa considerazione delle conclusioni del Procuratore generale, oltre a non integrare alcuna forma di nullità, non ha nemmeno inciso sulla tenuta dell'impianto motivazionale che, come già chiarito, è completo e privo di vizi logici invero nemmeno prospettati con la necessaria specificità.

3. Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in Roma 26 ottobre 202