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Ordinanza — n. 45269/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 45269/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 45269/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SALVI ROBERTO nato a ROMA il 10/02/1961 avverso la sentenza del 13/06/2022 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO; Motivi della decisione Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso proposto a mezzo del difensore da Salvi Roberto, ritenuto responsabile nelle conformi sentenze di merito del reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90. Rilevato che il ricorrente lamenta: mancanza e manifesta illogicità della motivazione.

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 45269/2023 — snpen · Corte di Cassazione: 73, comma 5, d.P.R. 309/90. Rilevato che il ricorrente lamenta: mancanza e manifesta illogicità della motivazione.

Parole chiave

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licenziamento immediato per truffa violazione dell'obbligo di informare violazione dell'obbligo di fedeltà violazione dei doveri professionali irregolarità finanziarie ricorso all'autorità di vigilanza
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SALVI ROBERTO nato a ROMA il 10/02/1961 avverso la sentenza del 13/06/2022 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere MARIAROSARIA BRUNO; Motivi della decisione Visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso proposto a mezzo del difensore da Salvi Roberto, ritenuto responsabile nelle conformi sentenze di merito del reato di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90. Rilevato che il ricorrente lamenta: mancanza e manifesta illogicità della motivazione.

Ritenuto che la sentenza impugnata è assistita da conferente apparato argomentativo con riferimento alla sussistenza del reato ed alla riferibilità di esso alla persona dell'imputato; considerato che le ragioni di doglianza sono state formulate in termini del tutto aspecifici, contenendo il ricorso censure assolutamente generiche circa la mancanza di idonea motivazione nella pronuncia impugnata. Considerato che i motivi del ricorso, a pena di inammissibilità (artt. 581 e 591 cod.proc.pen.), devono indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta: nel presente caso è assente ogni confronto con le giustificazioni a sostegno del decisum.

Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 19 ottobre 2023 Il Consigliere estensore Il P si