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Ordinanza — n. 42753/2023 — snpen Generato dall'IA

Procurator General appeal dismissed for inadmissibility due to mere factual complaints on crime date.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 42753/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Procurator General's appeal against the lower court's declaration of prescription was declared inadmissible by the Court of Cassation. The appeal challenged the determination of the crime's consummation date based on mere factual complaints regarding the timeline of the illegal construction. The court rejected these arguments as they lacked legal merit and did not constitute a violation of law.

Regesto Legislator

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Art. 531, comma 2, cod. proc. pen.; Art. 360, n. 1, lett. a) e b), cod. proc. pen.: An appeal based solely on mere factual complaints regarding the determination of the date of consummation of a crime is inadmissible in proceedings for the review of judgments.

Parole chiave

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inadmissible appeal mere factual complaints tempus commissi delicti prescription of crimes art. 531 c.p.p. momento del reato termine calcolato a ore violazione del principio di celerità

Disposizioni normative citate

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Art. 531, comma 2, cod. proc. pen.
Art. 360, n. 1, lett. a) e b), cod. proc. pen.
artt. 110 cod. pen
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE GENERALE PRESSO CORTE D'APPELLO DI CALTANISSETTAnel procedimento a carico di: CARUSO SAVERIO nato a GELA il 16/11/1951 MINARDI CONCETTA nato a GELA il 04/05/1955 avverso la sentenza del 10/11/2022 della CORTE APPELLO di CALTANISSETTAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GIANNI FILIPPO REYNAUD; Rilevato che, con unico motivo di ricorso, il Procuratore generale presso la Corte di appello di Caltanissetta ha impugnato la sentenza emessa dalla Corte territoriale nei confronti di Caruso Saverio e Minardi Concetta, dichiarativa della prescrizione dei reati di cui agli artt. 110 cod. pen., 44, comma 1, lett.

b) e 95 del d.P.R. 380/2001 per i quali i medesimi avevano riportato condanna in primo grado, deducendo la violazione di legge ed il vizio di motivazione con riguardo alla individuazione del tempus commissi delicti; Considerato che il motivo in parola non è consentito dalla legge in sede di legittimità in quanto costituito da mere doglianze in punto di fatto circa l'individuazione della data di consumazione del reato, operata dalla sentenza impugnata con motivazione non manifestamente illogica né contraddittoria, con conseguente manifesta infondatezza della relativa doglianza; ed invero, il giudice di appello, non illogicamente argomentando circa l'esistenza di un dubbio sulla data di ultimazione del manufatto abusivo, in applicazione del principio codificato nell'art. 531, comma 2, cod. proc. pen., ha individuato il tempus commissi delicti nel gennaio 2017, anziché in epoca anteriore e prossima al maggio 2022, come contestato in imputazione (ciò che, peraltro, pur tenendo conto delle sospensioni del corso della prescrizione intervenute nel giudizio, renderebbe comunque i reati ad oggi sicuramente prescritti);

Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso. Così deciso in Roma, 1'8 settembre 2023.