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Ordinanza — n. 42057/2023 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeals against theft conviction as discretionary sentencing points are adequately explained.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 42057/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeals by Dragusin Casandra, Schian Geta, and Dragusin Samoil inadmissible regarding their theft convictions. The appellants challenged the sentence, arguing issues related to the punitive treatment applied to each defendant. The court rejected these claims because the lower court's decision on sentencing was discretionary and sufficiently justified in relation to the specific circumstances of each imputated party.

Regesto Legislator

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Art. 360 c.p.p., n. 3; Art. 360 c.p.p., n. 4: Appeals challenging the discretionary aspect of a criminal sentence are inadmissible if the first-instance judgment provides adequate reasoning regarding the specific position of each defendant.

Parole chiave

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criminal appeal inadmissibility discretionary sentencing power theft in private dwelling adequate reasoning requirement Cassation procedural review violazione di domicilio imputazione di furto azione penale privata

Disposizioni normative citate

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Art. 360 c.p.p., n. 3
Art. 360 c.p.p., n. 4
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: DRAGUSIN CASANDRA nato il 23/10/1996 SCHIAN GETA nato il 16/07/1992 DRAGUSIN SAMOIL nato il 28/02/1995 avverso la sentenza del 15/12/2022 della CORTE APPELLO di ANCONAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA MARIA MOROSINI; Rilevato che Schian Geta, Dragusin Casandra e Dragusin Samoil ricorrono avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Ancona ha confermato la condanna dei predetti imputati per il reato di furto in luogo di privata dimora; Ritenuto che i motivi dei ricorsi, tutti attinenti al trattamento sanzionatorio, sono manifestamente infondati, poiché toccano punti della decisione su cui il giudice di merito ha esercitato il proprio potere discrezionale, dandone adeguato conto in relazione alla posizione di ciascun imputato (cfr. terza e quarta pagina della sentenza impugnata); Rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 04