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Ordinanza — n. 40641/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 40641/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 40641/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: LEONE COSIMO nato a CEGLIE MESSAPICA il 11/11/1980 LEONE DANIELE nato a CEGLIE MESSAPICA il 27/04/1995 avverso la sentenza del 23/09/2022 della CORTE APPELLO di LECCEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA MARIA MOROSINI; Rilevato che, con il medesimo atto a firma del comune difensore, gli imputati Leone Cosimo e Leone Daniele ricorrono avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Lecce ne ha confermato la condanna per il reato di tentata violenza privata commesso ai danni Marinelli Graziano (capo 1);

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 40641/2023 — snpen · Corte di Cassazione: Rilevato che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Parole chiave

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tentate lesioni personali gravi reati violenti crimine di aggressione accusa penale minaccia nel diritto penale delitto
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: LEONE COSIMO nato a CEGLIE MESSAPICA il 11/11/1980 LEONE DANIELE nato a CEGLIE MESSAPICA il 27/04/1995 avverso la sentenza del 23/09/2022 della CORTE APPELLO di LECCEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ELISABETTA MARIA MOROSINI; Rilevato che, con il medesimo atto a firma del comune difensore, gli imputati Leone Cosimo e Leone Daniele ricorrono avverso la sentenza con cui la Corte di appello di Lecce ne ha confermato la condanna per il reato di tentata violenza privata commesso ai danni Marinelli Graziano (capo 1);

Considerato che il primo motivo di ricorso — che eccepisce l'intervenuta estinzione del reato per remissione della querela ex d. Igs. n. 150 del 2022 — è manifestamente infondato perché, nella specie, il reato rimane procedibile di ufficio ex artt. 610, comma terzo in relazione all'art. 610 comma secondo e 339 cod. pen., trattandosi di fatto commesso da "più persone riunite"; Ritenuto che il secondo motivo, che contesta violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla sussistenza del reato oggetto di addebito, non è consentito dalla legge in sede di legittimità, perché costituito da mere doglianze in punto di fatto;

Rilevato che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila a favore della Cassa delle ammende. Così deciso i