Criminal appeal dismissed for reiterative grounds and lack of querela declaration in fraud conviction. The court rejected the appeal as inadmissible due to repetitive arguments and factual misinterpretations. The appellate court correctly applied the law regarding the nature of the victim's complaint document. The decision upholds the first-instance conviction for fraud without procedural errors. The court emphasized the necessity of proper querela declaration in criminal proceedings. The ruling confirms the validity of the lower court's sentencing for the fraud offense. The appeal was rejected based on manifestly unfounded legal and factual arguments. The court maintained the original conviction and imposed costs on the appellant. The decision reinforces the strict application of procedural requirements in criminal cases. The outcome affirms the finality of the first-instance judgment on fraud charges.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassazione declared the criminal appeal inadmissible and ordered the appellant to pay court costs. The appellant argued for a non-proceeding declaration due to the absence of a formal querela, but the court found this argument repetitive and mischaracterized the victim's signed document as a ratification statement rather than a proper querela. The court rejected the appeal because the lower court correctly interpreted the evidence, applied prior criminal precedents against the defendant, and the appellant's claims regarding mitigating circumstances were manifestly unfounded. Consequently, the original conviction for fraud was upheld, and the appellant was condemned to pay the legal expenses.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 605 c.p.p.; Art. 606 c.p.p.: The appeal is inadmissible if the grounds are repetitive or if the appellant misinterprets the nature of the victim's complaint document, as the lower court's correct attribution of the document as a ratification statement precludes a new declaration of non-proceeding.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SGRO' CRISTIAN nato a PALERMO il 01/12/1981 avverso la sentenza del 31/05/2022 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere IGNAZIO PARDO;
RITENUTO IN FATTO
E CONSIDERATO IN DIRITTO. La Corte di Appello di Palermo, con sentenza in data 31 maggio 2022, confermava la pronuncia del Tribunale di Agrigento del 24 aprile 2021, condannando Sgrò Cristian ad un mese di reclusione per il reato di truffa. Rilevato che il primo motivo di ricorso, con il quale si lamenta la mancata declaratoria di non doversi procedere risultando assente la querela della persona offesa, risulta manifestamente infondato in quanto reiterativo avendo il giudice di appello correttamente attribuito la natura di querela dell'atto sottoscritto dalla persona offesa dinanzi alla polizia giudiziaria e denominato "verbale di ratifica di denuncia-querela";
Rilevato che il secondo motivo di ricorso, oltre ad essere reiterativo, offre in ordine alla responsabilità del ricorrente una lettura alternativa degli elementi di prova e censure di mero fatto non deducibili dinanzi a questa corte; Rilevato che il terzo e il quarto motivo di ricorso con i quali si deduce la mancata applicazione delle circostanze attenuanti generiche ed in generale la severità del trattamento sanzionatorio appaiono manifestamente infondati alla luce delle argomentazioni esposte dal giudice di appello in ordine ai numerosi precedenti penali specifici a carico dell'imputato;
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 16 maggio 2023 Il Consigliere Il P