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Ordinanza — n. 30301/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 30301/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 30301/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: IMPARATO ARCANGELO nato a NAPOLI il 03/10/1988 avverso la sentenza del 13/06/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO SARACO; La Corte di appello di Napoli, con sentenza in data 13 giugno 2022, riformando la sentenza pronunciata dal Tribunale di Napoli, in data 30 luglio 2014, nei confronti di Imparato Arcangelo, confermava la condanna per il reato di estorsione consumata, e dichiarava estinto per intervenuta prescrizione il reato di tentata estorsione contestato al capo B., riducendo, di conseguenza, la pena inflitta dal primo giudice. Rilevato che l'unico motivo di ricorso, che contesta una violazione di legge in ordine alla qualificazione giuridica del fatto, con specifico riferimento alla sussistenza degli elementi costitutivi del delitto di estorsione, risulta meramente riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito, che a pagina 2 della motivazione ha sottolineato come il fatto contestato al capo A integrasse tutti gli elementi costitutivi dell'estorsione, a nulla rilevando l'esiguità del profitto ottenuto dal prevenuto e del conseguente danno patito dalla vittima;

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 30301/2023 — snpen · Corte di Cassazione: Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Parole chiave

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offesa al credito estorsione recupero di crediti restituzione delle prestazioni credito contestato risarcimento del danno
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: IMPARATO ARCANGELO nato a NAPOLI il 03/10/1988 avverso la sentenza del 13/06/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO SARACO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

La Corte di appello di Napoli, con sentenza in data 13 giugno 2022, riformando la sentenza pronunciata dal Tribunale di Napoli, in data 30 luglio 2014, nei confronti di Imparato Arcangelo, confermava la condanna per il reato di estorsione consumata, e dichiarava estinto per intervenuta prescrizione il reato di tentata estorsione contestato al capo B., riducendo, di conseguenza, la pena inflitta dal primo giudice. Rilevato che l'unico motivo di ricorso, che contesta una violazione di legge in ordine alla qualificazione giuridica del fatto, con specifico riferimento alla sussistenza degli elementi costitutivi del delitto di estorsione, risulta meramente riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito, che a pagina 2 della motivazione ha sottolineato come il fatto contestato al capo A integrasse tutti gli elementi costitutivi dell'estorsione, a nulla rilevando l'esiguità del profitto ottenuto dal prevenuto e del conseguente danno patito dalla vittima;

Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 7 m