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Ordinanza — n. 26118/2023 — snpen Generato dall'IA

Italian court dismisses appeal against conviction for resisting a public official, upholding subjective intent and recidivism.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 26118/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Italian Court of Cassation declared the appeal inadmissible, rejecting the appellant's challenge to the lower court's findings on subjective intent and recidivism. The appellant argued against the recognition of criminal intent and the existence of prior convictions for resisting a public official, but the appellate court had already thoroughly evaluated these anomalies as non-influential on the specific intent. Consequently, the court affirmed the lower court's logical assessment of the facts and the appellant's increased dangerousness based on their criminal history.

Regesto Legislator

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Art. 337 cod. pen.; Art. 609 cod. proc. pen.: The Court of Cassation holds that an appeal challenging the finding of subjective intent in a resistance offense is inadmissible if the lower court has already adequately addressed the arguments and logically assessed the factual circumstances and prior criminal record.

Parole chiave

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resistance to public official subjective criminal intent recidivism assessment inadmissible appeal Cassazione Roma criminal procedure logical factual evaluation motivazione nel merito

Disposizioni normative citate

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Art. 337 cod. pen.
Art. 609 cod. proc. pen.
art. 337 cod. pen
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da Squillante Salvatore, nato a Nocera Inferiore il 06.07.1981 avverso la sentenza del 29/11/2022 emessa dalla Corte d'appello di Salerno; visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminati i motivi del ricorso; dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal consigliere Benedetto Paternò Raddusa OSSERVA Ritenuto che il primo motivo dedotto nel ricorso, con cui si censura la motivazione della sentenza impugnata in relazione alla ritenuta sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 337 cod. pen., è riproduttivo di profilo di censura già adeguatamente vagliato e disatteso con corretti argomenti giuridici dal giudice di merito, che ha ritenuto pienamente riscontrato l'elemento soggettivo devalutando le anomalie comportamentali del prevenuto, non influenti sul dolo della resistenza contestata in esito ad una valutazione logica e puntuale della situazione in fatto e delle complessive emergenze acquisite ;

Considerato che il secondo motivo, afferente al vizio di motivazione in ordine al riconoscimento della contestata recidiva, è parimenti riproduttivo di profilo di censura già vagliato dal giudice di merito, nonché manifestamente infondato, dal momento che congruamente la Corte d'appello ha ritenuto sussistente la recidiva valutando i precedenti penali - dei quali tre specifici per resistenza a pubblico ufficiale - e considerando il fatto oggetto di giudizio espressivo di un'accresciuta pericolosità del ricorrente; P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso il