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Ordinanza — n. 22520/2023 — snpen Generato dall'IA

Italian Court dismisses theft appeal as generic and lacking specific legal argumentation regarding sentencing.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 22520/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassazione declared the appeals by Bouhali Rayene and Prushi Darjel inadmissible for lack of specific legal grounds. The defendants argued violations of Article 56 of the Penal Code and errors in sentencing for attempted theft under the doctrine of continuation. The court rejected these claims as generic repetitions of previous grievances without engaging with the substantive reasoning of the lower court's decision.

Regesto Legislator

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Art. 366 c.p.p.; Art. 56 c.p.: Appeals must be specific and not merely repetitive of prior grievances; generic complaints lacking engagement with the decision's core reasoning are inadmissible.

Parole chiave

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inadmissible appeal generic grievance Article 56 Penal Code continuation of crimes attempted theft sentencing reasoning repetitive complaints furto aggravato

Disposizioni normative citate

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Art. 366 c.p.p.
Art. 56 c.p.
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Testo completo

la seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: BOUHALI RAYENE (CUI 053DG55) nato il 01/07/1999 PRUSHI DARJEL (04EIFKB) nato il 09/09/1992 avverso la sentenza del 06/06/2022 della CORTE APPELLO di TRIESTEdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere IRENE SCORDAMAGLIA;

RITENUTO IN FATTO

- che BOUHALI RAYENE e PRUSHI DARJEL propongono ricorso per cassazione, ciascuno con un solo motivo di identico contenuto, avverso la sentenza della Corte di appello di Trieste in data 6 giugno 2022, che ha confermato la condanna loro inflitta per i delitti di furto, consumato e tentato, pluriaggravato, alcuni commessi anche in luoghi di privata dimora, tutti meglio descritti nell'imputazione, ritenuti avvinti da continuazione;

CONSIDERATO IN DIRITTO

- che il proposto motivo, che eccepisce il vizio di violazione di legge in relazione all'art.56 cod. pen. e il vizio di motivazione in punto di determinazione degli aumenti di pena applicati per la continuazione in relazione alle fattispecie di furto tentato, è generico, perché costituito da doglianze pedissequamente reiterative di quelle già dedotte con il gravame, e ed aspecifico, perché privo di confronto con il nucleo significante della decisione appellata in punto di determinazione della pena, nella quale la Corte territoriale ha ritenuto del tutto congrua la pena irrogata dal primo giudice, con il medesimo aumento in continuazione in relazione sia agli episodi di furto consumato sia in relazione agli episodi di furto tentato, alla luce della reiterazione e della serialità delle condotte (trattandosi di plurimi episodi di tentativo pluriaggravato di furto, realizzati con analoghe modalità operative), sintomatiche di una intensa inclinazione a delinquere (vedasi pag. 3, primo capoverso, della sentenza impugnata); - ritenuto, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende P. Q.

M. Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 10 maggio 2023 Il consigli e estensore Il Presliie