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Sentenza — n. 17242/2023 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 17242/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 17242/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: TROIANO DE CIA MICHELE nato a FOGGIA il 06/05/1965 avverso la sentenza del 18/10/2021 della CORTE APPELLO di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che Troiano De Cia Michele ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bari, che, in riforma della pronunzia di primo grado, ha rideterminato in due anni la durata delle pene accessorie ex art. 216, ultimo comma, I.fall.; Considerato che la difesa propone due motivi di ricorso, che non appaiono manifestamente infondati, sicché, essendo decorso alla data odierna il termine prescrizionale, va dichiarata l'estinzione del reato commesso in data 11.2.2009;

Regesto Legislator

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art. 129 cod. proc. pen; Sentenza — n. 17242/2023 — snpen · Corte di Cassazione: 216, ultimo comma, I.fall.; Considerato che la difesa propone due motivi di ricorso, che non appaiono manifestamente infondati, sicché, essendo decorso alla data odierna il termine prescrizionale, va dichiarata l'estinzione del reato commesso in data 11.2.2009;

Parole chiave

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sanzioni pecuniarie pena accessoria reati contro il patrimonio pene e misure criminalità persistente infrazione privilegiata

Disposizioni normative citate

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art. 129 cod. proc. pen
Ribadito che la proposizione di un ricorso ammissibile abilita il giudice dell'impugnazione a rilevare, anche d'ufficio, la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello, ex art. 129 cod. proc. pen.
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Testo completo

a seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: TROIANO DE CIA MICHELE nato a FOGGIA il 06/05/1965 avverso la sentenza del 18/10/2021 della CORTE APPELLO di BARIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che Troiano De Cia Michele ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bari, che, in riforma della pronunzia di primo grado, ha rideterminato in due anni la durata delle pene accessorie ex art. 216, ultimo comma, I.fall.; Considerato che la difesa propone due motivi di ricorso, che non appaiono manifestamente infondati, sicché, essendo decorso alla data odierna il termine prescrizionale, va dichiarata l'estinzione del reato commesso in data 11.2.2009;

Ribadito che la proposizione di un ricorso ammissibile abilita il giudice dell'impugnazione a rilevare, anche d'ufficio, la prescrizione maturata dopo la sentenza di appello, ex art. 129 cod. proc. pen. (ex multis, Sez. U, Sent. n. 12602 del 17/12/2015, Rv. 266818 - 01). Rilevato che non sussistono elementi per pervenire al proscioglimento dell'imputato con formula più favorevole ex art. 129, comma 2, cod. proc. pen., comportando l'eventuale giudizio di fondatezza dei vizi denunciati il rinvio al giudice di merito, precluso dall'intervenuta prescrizione del reato;

P. Q. M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il reato è estinto per prescrizione. Così deciso il 12 dicembre 2022 Il Consigliere estensore Il Presidente