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Ordinanza — n. 13616/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 13616/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 13616/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: FRATACCI FILIPPO nato a AGRIGENTO 11 17/11/1975 avverso la sentenza del 12/04/2022 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ERCOLE APRILE; R.G.N. 38255/2022 premesso che con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Palermo confermava la pronuncia di primo grado con la quale Filippo Fratacci era stato condannato in relazione ai reati di cui agli artt. 372 e 368 cod. pen.; che avverso tale sentenza ha presentato ricorso l'imputato deducendo violazioni di legge e vizi di motivazione in relazione a plurimi profili; ritenuto che il ricorso sia inammissibile, perché i motivi attinenti alla valutazione delle prove a carico in relazione alla configurabilità della responsabilità sono stati presentati per ragioni diverse da quelle consentite dalla legge, dato che il prevenuto ha reiterato questioni esaminate e decise in maniera adeguata dalla sentenza gravata (v. pagg. 3-9 provv. impugn.), anche con riferimento alla sussistenza degli elementi costitutivi dei delitti contestati e al mancato accoglimento della richiesta di declaratoria di estinzione dei reati per prescrizione; che dalla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si stima equo fissare nella misura indicata in dispositivo.

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 13616/2023 — snpen · Corte di Cassazione: 38255/2022 premesso che con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Palermo confermava la pronuncia di primo grado con la quale Filippo Fratacci era stato condannato in relazione ai reati di cui agli artt. 372 e 368 cod. pen.; che avverso tale sentenza ha presentato ricorso l'imputato deducendo violazioni di legge e vizi di motivazione in relazione a plurimi profili; ritenuto che il ricorso sia inammissibile, perché i motivi attinenti alla valutazione delle prove a carico in relazione alla configurabilità della responsabilità sono stati presentati per ragioni diverse da quelle consentite dalla legge, dato che il prevenuto ha reiterato questioni esaminate e decise in maniera adeguata dalla sentenza gravata (v. pagg. 3-9 provv. impugn.), anche con riferimento alla sussistenza degli elementi costitutivi dei delitti contestati e al mancato accoglimento della richiesta di declaratoria di estinzione dei reati per prescrizione; che dalla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si stima equo fissare nella misura indicata in dispositivo.

Parole chiave

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reiterazione di reati penali riapertura della pratica impugnabilità della decisione di rinvio riconsiderazione restituzione in pristino procedure di ricorso
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Testo completo

la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: FRATACCI FILIPPO nato a AGRIGENTO 11 17/11/1975 avverso la sentenza del 12/04/2022 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ERCOLE APRILE; R.G.N. 38255/2022 premesso che con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Palermo confermava la pronuncia di primo grado con la quale Filippo Fratacci era stato condannato in relazione ai reati di cui agli artt. 372 e 368 cod. pen.; che avverso tale sentenza ha presentato ricorso l'imputato deducendo violazioni di legge e vizi di motivazione in relazione a plurimi profili; ritenuto che il ricorso sia inammissibile, perché i motivi attinenti alla valutazione delle prove a carico in relazione alla configurabilità della responsabilità sono stati presentati per ragioni diverse da quelle consentite dalla legge, dato che il prevenuto ha reiterato questioni esaminate e decise in maniera adeguata dalla sentenza gravata (v. pagg. 3-9 provv. impugn.), anche con riferimento alla sussistenza degli elementi costitutivi dei delitti contestati e al mancato accoglimento della richiesta di declaratoria di estinzione dei reati per prescrizione; che dalla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che si stima equo fissare nella misura indicata in dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così decis