Ordinanza — n. 12220/2023 — snpen · Corte di Cassazione
Sintesi Legislator
Generato dall'IAa seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DE SANCTIS STEFANO RICCARDO nato a PESCINA il 20/07/1966 avverso la sentenza del 11/04/2022 della CORTE APPELLO di L'AQUILAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che De Sanctis Stefano Riccardo ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di L'Aquila, indicata in epigrafe, di conferma della sentenza del Tribunale di Avezzano che lo ha condannato per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale; Considerato che l'unico motivo di ricorso, con il quale si denunziano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità ed alla determinazione del trattamento sanzionatorio, è del tutto generico, perché fondato su doglianze che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelle già dedotte in appello e puntualmente disattese dalla corte territoriale, dovendosi le stesse considerare soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso;
Regesto Legislator
Generato dall'IAOrdinanza — n. 12220/2023 — snpen · Corte di Cassazione: a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DE SANCTIS STEFANO RICCARDO nato a PESCINA il 20/07/1966 avverso la sentenza del 11/04/2022 della CORTE APPELLO di L'AQUILAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che De Sanctis Stefano Riccardo ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di L'Aquila, indicata in epigrafe, di conferma della sentenza del Tribunale di Avezzano che lo ha condannato per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale; Considerato che l'unico motivo di ricorso, con il quale si denunziano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità ed alla determinazione del trattamento sanzionatorio, è del tutto generico, perché fondato su doglianze che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelle già dedotte in appello e puntualmente disattese dalla corte territoriale, dovendosi le stesse considerare soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso;
Parole chiave
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DE SANCTIS STEFANO RICCARDO nato a PESCINA il 20/07/1966 avverso la sentenza del 11/04/2022 della CORTE APPELLO di L'AQUILAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che De Sanctis Stefano Riccardo ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di L'Aquila, indicata in epigrafe, di conferma della sentenza del Tribunale di Avezzano che lo ha condannato per i reati di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale; Considerato che l'unico motivo di ricorso, con il quale si denunziano violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità ed alla determinazione del trattamento sanzionatorio, è del tutto generico, perché fondato su doglianze che si risolvono nella pedissequa reiterazione di quelle già dedotte in appello e puntualmente disattese dalla corte territoriale, dovendosi le stesse considerare soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso;
Ritenuto che la doglianza che contesta l'eccessività della pena non è consentita dalla legge in sede di legittimità ed è manifestamente infondata perché, secondo l'indirizzo consolidato della giurisprudenza, la graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti e per fissare la pena base rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la esercita in aderenza ai principi enunciati negli artt. ( 132 e 133 cod. pen.; che nella specie l'onere argomentativo del giudice è adeguatamente assolto attraverso un congruo riferimento agli elementi ritenuti decisivi o rilevanti;
P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 23 novembre 2022 Il consiglieré