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Ordinanza — n. 10849/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 10849/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 10849/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CERIKU MATEUS nato il 07/07/1994 avverso la sentenza del 29/06/2022 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di TARANTOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere LUIGI AGOSTINACCHIO; La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 29 giugno 2022, ha confermato la decisione del Tribunale di Taranto, in data 17 dicembre 2021, nei confronti di Mateus Ceriku, condannato alla pena ritenuta di giustizia per il concorso nei reati di rapina consumata e tentata. Considerato che l'unico motivo di ricorso, in punto di dosimetria della pena, è privo di concreta specificità e comunque manifestamente infondato alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013, dep. 2014, Ferrario, Rv. 259142 e Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243), in quanto mira ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione, sorretta da sufficiente motivazione, non è stata frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico (si veda pag. 3, ove la Corte territoriale ha confermato l'aumento per continuazione, negativamente valorizzando la gravità del fatto, comunque commesso in pieno concorso morale); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità (Corte. cost., n. 186 del 13/06/2000), al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti;

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 10849/2023 — snpen · Corte di Cassazione: di TARANTOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere LUIGI AGOSTINACCHIO; La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 29 giugno 2022, ha confermato la decisione del Tribunale di Taranto, in data 17 dicembre 2021, nei confronti di Mateus Ceriku, condannato alla pena ritenuta di giustizia per il concorso nei reati di rapina consumata e tentata. Considerato che l'unico motivo di ricorso, in punto di dosimetria della pena, è privo di concreta specificità e comunque manifestamente infondato alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013, dep. 2014, Ferrario, Rv. 259142 e Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243), in quanto mira ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione, sorretta da sufficiente motivazione, non è stata frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico (si veda pag. 3, ove la Corte territoriale ha confermato l'aumento per continuazione, negativamente valorizzando la gravità del fatto, comunque commesso in pieno concorso morale); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità (Corte. cost., n. 186 del 13/06/2000), al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti;

Parole chiave

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reato mancato risarcimento alle vittime di reati tentata violenza carnale partecipazione al reato concorso proprio azione civile
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CERIKU MATEUS nato il 07/07/1994 avverso la sentenza del 29/06/2022 della CORTE APPELLO SEZ.DIST. di TARANTOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere LUIGI AGOSTINACCHIO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 29 giugno 2022, ha confermato la decisione del Tribunale di Taranto, in data 17 dicembre 2021, nei confronti di Mateus Ceriku, condannato alla pena ritenuta di giustizia per il concorso nei reati di rapina consumata e tentata. Considerato che l'unico motivo di ricorso, in punto di dosimetria della pena, è privo di concreta specificità e comunque manifestamente infondato alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013, dep. 2014, Ferrario, Rv. 259142 e Sez. 2, n. 36104 del 27/04/2017, Mastro, Rv. 271243), in quanto mira ad una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione, sorretta da sufficiente motivazione, non è stata frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico (si veda pag. 3, ove la Corte territoriale ha confermato l'aumento per continuazione, negativamente valorizzando la gravità del fatto, comunque commesso in pieno concorso morale); rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità (Corte. cost., n. 186 del 13/06/2000), al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata in ragione dei motivi dedotti;

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, il 10 gennaio