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Ordinanza — n. 6090/2023 — snpen Generato dall'IA

Italian court dismisses appeal as inadmissible due to repetitive grounds and upholds conviction for attempted receipt of stolen goods.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 6090/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassazione declared the appeal inadmissible because the sole ground of complaint was repetitive and did not critically engage with the lower court's well-reasoned arguments. The appellate court had correctly convicted the defendant of attempted receipt of stolen goods based on the illicit nature of the phone and the defendant's conscious acceptance of the risk regarding its origin. Consequently, the appeal was rejected, and the defendant was ordered to pay procedural costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 616 c.p.p.; Art. 648 c.p.; Art. 712 c.p.: An appeal ground is inadmissible if it is repetitive and fails to critically address the lower court's reasoning, which must remain free of logical or legal flaws.

Parole chiave

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repetitive appeal grounds attempted receipt of stolen goods dolo eventuale inadmissibility of appeal procedural costs and fine uso del telefono cellulare alla guida licenza per antenna di telefonia abuso di impianti di telecomunicazioni

Disposizioni normative citate

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Art. 616 c.p.p.
All'inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell'art. 616 cod.
Art. 648 c.p.
E IN DIRITTO La Corte di appello di Venezia, con sentenza emessa in data 07/02/2022, ha confermato la sentenza resa dal Tribunale di Treviso in data 09/03/2018, nei confronti di CORACI Fabio in ordine al reato di cui all'art. 648 cod.
Art. 712 c.p.
L'unico motivo di ricorso, che contesta la violazione di legge e la manifesta illogicità della motivazione in relazione al rigetto della richiesta di qualificazione giuridica del fatto nel meno grave reato di cui all'art. 712 cod.
art. 648 cod. pen
E IN DIRITTO La Corte di appello di Venezia, con sentenza emessa in data 07/02/2022, ha confermato la sentenza resa dal Tribunale di Treviso in data 09/03/2018, nei confronti di CORACI Fabio in ordine al reato di cui all'art. 648 cod. pen.
art. 712 cod. pen
L'unico motivo di ricorso, che contesta la violazione di legge e la manifesta illogicità della motivazione in relazione al rigetto della richiesta di qualificazione giuridica del fatto nel meno grave reato di cui all'art. 712 cod.
art. 616 cod. proc. pen
All'inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell'art. 616 cod.

Giurisprudenza citata

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Sez. 2, n. 25439 del 21/04/2017, Sarr
Sez. 2, n. 29702 del 4/5/2022, Memishaj
270179 - 01, Sez. 2, n. 29702 del 4/5/2022, Memishaj, non massimata).
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CORACI FABIO nato a ALCAMO il 04/09/1980 avverso la sentenza del 07/02/2022 della CORTE APPELLO di VENEZIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere EMANUELE CERSOSIMO;

RITENUTO IN FATTO

E IN DIRITTO La Corte di appello di Venezia, con sentenza emessa in data 07/02/2022, ha confermato la sentenza resa dal Tribunale di Treviso in data 09/03/2018, nei confronti di CORACI Fabio in ordine al reato di cui all'art. 648 cod. pen. L'unico motivo di ricorso, che contesta la violazione di legge e la manifesta illogicità della motivazione in relazione al rigetto della richiesta di qualificazione giuridica del fatto nel meno grave reato di cui all'art. 712 cod. pen., non è consentito dalla legge poiché reiterativo ed aspecifico, non confrontandosi criticamente con le argomentazioni, esenti da vizi logici e giuridici, addotte dalla Corte territoriale.

I giudici di appello, con motivazione priva di illogicità e conforme alle prove raccolte, hanno ritenuto la sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 648 cod. pen. in considerazione della natura del bene ricettato e delle modalità di acquisto del telefono cellulare che risultavano indicative della provenienza illecita del bene (pagg. da 4 a 5 della sentenza di appello). La Corte di merito ha, inoltre, fatto buon uso dell'univoco orientamento giurisprudenziale secondo cui la natura dei beni detenuti e le modalità di detenzione consentono di escludere che l'imputato ne ignori la provenienza illecita, quanto meno a titolo di dolo eventuale; siffatta valutazione, non rivedibile nel merito in questa sede, è coerente con l' insegnamento di questa Corte secondo cui ricorre il dolo di ricettazione nella forma eventuale quando l'agente ha consapevolmente accettato il rischio che la cosa acquistata o ricevuta fosse di illecita provenienza, non limitandosi ad una semplice mancanza di diligenza nel verificare la provenienza della cosa, che invece connota l'ipotesi contravvenzionale dell'acquisto di cose di sospetta provenienza (Sez. 2, n. 25439 del 21/04/2017, Sarr, Rv. 270179 - 01, Sez. 2, n. 29702 del 4/5/2022, Memishaj, non massimata).

La sentenza impugnata si presenta, in conclusione, priva di manifeste illogicità ed è coerente sia con le emergenze processuali che con le indicazioni ermeneutiche offerte dalla Corte di legittimità, sottraendosi, di conseguenza, ad ogni censura in questa sede. All'inammissibilità del ricorso consegue, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento in favore della cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 24 gennaio 2023 Il Coni).ér E