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Ordinanza — n. 6086/2023 — snpen Generato dall'IA

Italian court dismisses appeal against extortion conviction due to insufficient evidence of identity.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 6086/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassazione declared Luigi Ciocia's appeal inadmissible regarding the conviction for attempted extortion. The appellate court had already established that the defendant's identity was proven by police voice recognition and the act of throwing a phone containing extortion calls from his window. The Supreme Court rejected the arguments as they sought to reinterpret evidence outside the scope of appellate review without identifying specific legal errors.

Regesto Legislator

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Art. 600 c.p.p.; Art. 601 c.p.p.: Appeals must identify specific legal violations or evidentiary defects; generic re-interpretation of evidence or arguments already thoroughly examined by the trial court are inadmissible.

Parole chiave

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criminal appeal inadmissibility evidence identity proof attempted extortion conviction appellate review limits voice recognition evidence carenza di credibilità oggettiva prove acquisite tramite sorveglianza testimone a discarico

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 600 c.p.p.
Art. 601 c.p.p.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: CIOCIA LUIGI nato a FRATTAMAGGIORE il 10/07/1972 avverso la sentenza del 30/05/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ANDREA PELLEGRINO;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

La Corte di appello di Napoli, con sentenza del 30 maggio 2022, ha confermato la sentenza del GUP del Tribunale di Napoli Nord, pronunciata il 22 settembre 2021, che aveva condannato Ciocia Luigi alla pena ritenuta di giustizia per il reato di tentata estorsione. Ritenuto che il primo e il secondo motivo di ricorso, con i quali si lamenta la violazione di legge e il difetto della motivazione in ordine alla prova dell'identificazione nell'odierno imputato dell'autore del delitto contestato, tende a prefigurare, peraltro mediante doglianze già adeguatamente vagliate e disattese con argomentazione esente da vizi logici e giuridici dal giudice del merito, un'alternativa rilettura delle fonti probatorie estranea al sindacato di legittimità e avulsa da pertinente individuazione di specifici travisamenti di emergenze processuali valorizzate dai giudici del merito; considerato che, a pagine 6 e 7, la Corte territoriale ha puntualmente evidenziato come la certa riferibilità della condotta delittuosa all'imputato si potesse desumere da numerosi elementi probatori, e difatti, oltre al riconoscimento fonico da parte dei poliziotti, che aveva portato gli stessi a compiere ulteriori accertamenti presso la sua abitazione, il prevenuto era stato visto lanciare dalla finestra il cellulare da cui erano state fatte le chiamate a contenuto estorsivo, puntualmente documentate dall'analisi del traffico telefonico; rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 24 gennaio 2023 Il Consigliere Estensore Il Presiden