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Ordinanza — n. 5103/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 5103/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 5103/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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La Corte ritiene che il ricorso sia inammissibile, perché presenta motivi non consentiti in sede di legittimità, costituiti da mere doglianze in punto di fatto. Secondo il giudice dell'esecuzione, dalla lettura delle sentenze di merito, si evinceva che i reati erano stati commessi in periodi diversi. I reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e in materia di armi, inoltre, apparivano sorretti da una determinazione criminosa autonoma ed estemporanea, anche considerando che nel reato associativo non era stato accertato l'utilizzo di armi.

Regesto Legislator

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art. 616 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 5103/2023 — snpen · Corte di Cassazione: La Corte, pertanto, ritiene che il giudice dell'esecuzione abbia correttamente interpretato il parametro normativo di cui all'art. 81, secondo comma, cod. pen. e, con motivazione né apodittica né manifestamente illogica, abbia fatto esatta applicazione dei suddetti condivisi principi.

Parole chiave

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decisioni incidentali articolo del CPC opposizione al precetto esecutivo condono delle spese procedurali censure procedurali tutela del processo decisionale

Disposizioni normative citate

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art. 616 cod. proc. pen
Ai sensi dell'art. 616 cod.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: AIELLO GIUSEPPE nato a NAPOLI il 18/03/1966 avverso l'ordinanza del 13/12/2021 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere DOMENICO FIORDALISI;

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La Corte ritiene che il ricorso sia inammissibile, perché presenta motivi non consentiti in sede di legittimità, costituiti da mere doglianze in punto di fatto. Secondo il giudice dell'esecuzione, dalla lettura delle sentenze di merito, si evinceva che i reati erano stati commessi in periodi diversi. I reati di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e in materia di armi, inoltre, apparivano sorretti da una determinazione criminosa autonoma ed estemporanea, anche considerando che nel reato associativo non era stato accertato l'utilizzo di armi.

Inoltre, la detenzione delle armi non era in linea con il ruolo svolto da Aiello nel sodalizio contestato. In modo plausibile non vi era, pertanto, la sussistenza degli elementi sintomatici del medesimo disegno criminoso, che la giurisprudenza di legittimità ha individuato nella vicinanza cronologica tra i fatti, nella causale, nelle condizioni di tempo e di luogo e nelle modalità delle condotte, nella tipologia dei reati, nel bene tutelato, nella omogeneità delle violazioni (Sez. 1, n. 12905 del 17/03/2010, Bonasera, Rv. 246838). Il giudice dell'esecuzione, quindi, fornendo una decisione logica e coerente, ha evidenziato che i reati, commessi in tempi diversi e con modalità differenti, non potevano essere avvinti dal vincolo della continuazione.

La Corte, pertanto, ritiene che il giudice dell'esecuzione abbia correttamente interpretato il parametro normativo di cui all'art. 81, secondo comma, cod. pen. e, con motivazione né apodittica né manifestamente illogica, abbia fatto esatta applicazione dei suddetti condivisi principi.

2. Ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della cassa delle ammende di una somma determinata, equamente, in euro 3.000,00, tenuto conto che non sussistono elementi per ritenere che «la parte abbia proposto ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità» (Corte cost. n. 186 del 13/06/2000).

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così