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Ordinanza — n. 3647/2023 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal as inadmissible for reiterating merits already decided by lower courts.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 3647/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared the appeal by Ben Ahmed Seifeddine inadmissible, ordering him to pay procedural costs and a fine. The appellant argued for violations of law regarding robbery and threats to public officials, but the court found these arguments merely repetitive of issues already fully examined and resolved by the Court of Appeal of Bologna. Consequently, the lower court's conviction was upheld without further review on the merits.

Regesto Legislator

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Art. 364 c.p.p.; Art. 365 c.p.p.: Appeals that merely reproduce arguments already examined and decided by the court of appeal are inadmissible in cassation proceedings.

Parole chiave

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inadmissible appeal reiterative arguments merits already decided procedural costs criminal appeal rapina minaccia contro le autorità minaccia non comprovata

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 364 c.p.p.
Art. 365 c.p.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. 2, n. 11135 del 22/02/2017
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BEN AHMED SEIFEDDINE ( CUI 04BQ5L ) nato il 20/12/1994 avverso la sentenza del 27/04/2022 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere IGNAZIO PARDO; CONSIDERATO IN FATTO E DIRITTO La Corte -di Appello di Bologna; con sentenza emessa in data 27/4/2022, confermava la sentenza resa del G.U.P. del Tribunale di Forlì in data 5/11/2021, che aveva condannato alle pene di legge BEN AHMED SEIFEDDINE in ordine ai reati di rapina e minaccia a pubblici ufficiali allo stesso contestati.

Considerato che il primo motivo di ricorso, con il quale isi deduce violazione di legge e difetto della motivazione in ordine alla affermazione di responsabilità per il delitto di rapina consumata in, luogo della fattispecie tentata, non è consentito dalla legge in sede di legittimità poiché meramente riproduttivo di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi dai giudici di merito con il supporto di corretti argomenti in diritto posto che ai fini della configurazione della rapina impropria consumata è sufficiente che l'agente, dopo aver compiuto la sottrazione della cosa mobile altrui, adoperi violenza o minaccia per assicurare a sé o ad altri il possesso della "res", mentre non è necessario che ne consegua l'impossessamento, non costituendo quest'ultimo l'evento del reato ma un elemento che appartiene al dolo specifico (Sez. 2, n. 11135 del 22/02/2017, Rv. 269858 - 01); ritenuto che il secondo motivo appare analogamente reiterativo di aspetti già devoluti alla corte di appello e da questa adeguatamente risolti posto che dalla ricostruzione dei fatti è emerso come le minacce furono espresse all'indirizzo dei pubblici ufficiali mentre gli stessi erano intenti al compimento di atti di ufficio; rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q..M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 20/12/2022 Il