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Ordinanza — n. 1461/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 1461/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 1461/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: TASSINARI NOEMI nato a CESENA il 19/01/1977 avverso la sentenza del 15/12/2020 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRINA TUDINO; c,Q Rilevato che Tassinari Noemi ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bologna, che ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale l'imputata era stata riconosciuta responsabile del reato di cui all'art. 495 c.p. e del reato di cui all'art. 12 n. 5 d.lgs. 286/98; Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con il quale la ricorrente denunzia vizi di motivazione, afferisce alla determinazione del trattamento sanzionatorio, sorretta da sufficiente e non illogica motivazione e da adeguato esame delle deduzioni difensive, con conseguente insindacabilità della statuizione; Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 16 novembre 2022 Il Consigliere estensore

Regesto Legislator

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art. 495 c.p; Ordinanza — n. 1461/2023 — snpen · Corte di Cassazione: 495 c.p. e del reato di cui all'art. 12 n. 5 d.lgs. 286/98; Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con il quale la ricorrente denunzia vizi di motivazione, afferisce alla determinazione del trattamento sanzionatorio, sorretta da sufficiente e non illogica motivazione e da adeguato esame delle deduzioni difensive, con conseguente insindacabilità della statuizione; Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 16 novembre 2022 Il Consigliere estensore

Parole chiave

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uso di false generalità esibizione dei documenti d'identità inchiesta per falsità atti frode alla legge sugli stranieri contraffazione di merci dichiarazione mendace

Disposizioni normative citate

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art. 495 c.p
Rilevato che Tassinari Noemi ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bologna, che ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale l'imputata era stata riconosciuta responsabile del reato di cui all'art. 495 c.p.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: TASSINARI NOEMI nato a CESENA il 19/01/1977 avverso la sentenza del 15/12/2020 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ALESSANDRINA TUDINO; c,Q

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Rilevato che Tassinari Noemi ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Bologna, che ha confermato la pronunzia di primo grado, con la quale l'imputata era stata riconosciuta responsabile del reato di cui all'art. 495 c.p. e del reato di cui all'art. 12 n. 5 d.lgs. 286/98; Considerato che il primo ed unico motivo di ricorso, con il quale la ricorrente denunzia vizi di motivazione, afferisce alla determinazione del trattamento sanzionatorio, sorretta da sufficiente e non illogica motivazione e da adeguato esame delle deduzioni difensive, con conseguente insindacabilità della statuizione; Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma, il 16 novembre 2022 Il Consigliere estensore