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Ordinanza — n. 37687/2023 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 37687/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 37687/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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seguente: ORDINANZA sul ricorso proposto da Grasso Michele, nato a Taormina il 10/05/1985 avverso la sentenza del 07/04/2023 emessa dal Tribunale di Messina; visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminati i motivi del ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Stefania Riccio OSSERVA Ritenuto che nel caso in esame il ricorrente non ha posto a sostegno del suo ricorso alcuna della ipotesi per le quali è attualmente consentito il ricorso per cassazione avverso sentenze di applicazione della pena su richiesta, ma solo, peraltro genericamente e in modo assertivo, la mancata qualificazione della condotta di detenzione di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90, richiedendo, però, una rivalutazione degli elementi considerati per escludere tale ipotesi: si tratta di doglianze non consentite, perché non è stato prospettato un errore manifesto, bensì chiesta una mera rivalutazione della condotta, con la conseguente inammissibilità del ricorso.

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 37687/2023 — snpen · Corte di Cassazione: 73, comma 5, d.P.R. 309/90, richiedendo, però, una rivalutazione degli elementi considerati per escludere tale ipotesi: si tratta di doglianze non consentite, perché non è stato prospettato un errore manifesto, bensì chiesta una mera rivalutazione della condotta, con la conseguente inammissibilità del ricorso.

Parole chiave

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possesso illecito di stupefacenti spese di detenzione indennizzo per detenzione ingiustificata precedenti penali gravi abuso di sostanze restituzione in pristino
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Testo completo

seguente: ORDINANZA sul ricorso proposto da Grasso Michele, nato a Taormina il 10/05/1985 avverso la sentenza del 07/04/2023 emessa dal Tribunale di Messina; visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminati i motivi del ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Stefania Riccio OSSERVA Ritenuto che nel caso in esame il ricorrente non ha posto a sostegno del suo ricorso alcuna della ipotesi per le quali è attualmente consentito il ricorso per cassazione avverso sentenze di applicazione della pena su richiesta, ma solo, peraltro genericamente e in modo assertivo, la mancata qualificazione della condotta di detenzione di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/90, richiedendo, però, una rivalutazione degli elementi considerati per escludere tale ipotesi: si tratta di doglianze non consentite, perché non è stato prospettato un errore manifesto, bensì chiesta una mera rivalutazione della condotta, con la conseguente inammissibilità del ricorso.

Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso i