Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Sentenza — n. 31415/2023 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal against non-confirmation of arrest due to lack of escape intent.

Numero d'incarto Sentenza — n. 31415/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Procuratore della Repubblica appealed an order refusing to confirm an arrest against Giovanni Pio Potenza, arguing the court erred in excluding the crime of escape. The court found the lower tribunal's decision correct because the suspect was merely a few meters from his home door when officers arrived. Consequently, the court rejected the appeal, ruling that the suspect's subjective intent to flee was absent given his proximity to residence and the context of a domestic dispute.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 385 cod. pen.; The crime of escape requires subjective intent to evade custody, which is absent when the detained person is found immediately adjacent to their residence without evidence of flight.

Parole chiave

Generato dall'IA
crime of escape subjective intent non-confirmation of arrest proximity to residence cassation appeal aiuto all'evasione di detenuti misura di allontanamento nel diritto degli stranieri proroga della carcerazione espulsione

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 385 cod. pen.
Deduce la violazione dell'art. 385 cod. pen. la cui configurabilità è stata erroneamente esclusa dal Tribunale in ragione del fatto che l'indagato è stato trovato a distanza di pochi metri dal portone della sua abitazione.
art. 385 cod. pen
Deduce la violazione dell'art. 385 cod. pen.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia nel procedimento a carico di Potenza Giovanni Pio nato a San Severo il 3/7/2002 avverso l'ordinanza emessa il 21 febbraio 2023 dal Tribunale di Foggia visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Debora Tripiccione; lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale Mariaemenuela Guerra, che ha concluso per l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata perché l'arresto è stato legittimamente eseguito.

RITENUTO IN FATTO

1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Foggia ricorre per cassazione avverso l'ordinanza di mancata convalida dell'arresto di Giovanni Pio Potenza. Deduce la violazione dell'art. 385 cod. pen. la cui configurabilità è stata erroneamente esclusa dal Tribunale in ragione del fatto che l'indagato è stato trovato a distanza di pochi metri dal portone della sua abitazione.

2. Il Sostituto Procuratore Generale, nel concludere per l'accoglimento del ricorso, ha rilevato che, secondo la giurisprudenza di legittimità, ai fini della sussistenza dell'elemento materiale del delitto di evasione non assumono rilievo alcuno né la durata maggiore o minore del tempo in cui il soggetto si sottrae alla misura domestica, né la distanza maggiore o minore dalla abitazione eletta a sede esecutiva della misura, dalla quale si accerti essersi allontanato il soggetto cautelato (si richiama, tra le altre, Sez. 6, n. 28118 del 09/06/2015, Rv. 263977).

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è infondato e va, pertanto, rigettato per le ragioni di seguito esposte. Ritiene il Collegio che la decisione adottata dal Tribunale, sebbene estremamente sintetica, sia immune dal dedotto vizio di violazione di legge. La configurabilità del delitto di evasione è stata, infatti, esclusa sulla base di quanto dichiarato dall'operante nel corso della relazione orale e cioè che l'indagato si trovava a pochi metri dal portone della sua abitazione all'arrivo degli operanti. A ciò va aggiunto che, secondo quanto emerge dal verbale di arresto, l'intervento degli operanti fu richiesto proprio dall'indagato che era stato cacciato via dall'abitazione a seguito di un diverbio con la fidanzata. Alla luce di tali circostanze, è stata, dunque, correttamente esclusa, quanto meno sotto il profilo dell'elemento soggettivo, la configurabilità del reato.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Così deciso il 16 maggio 2023 Il Consi - sien