Cassation appeal dismissed due to the death of the defendant before the appeal could be fully examined.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Supreme Court declared the cassation appeal inadmissible because the defendant, Maria Rosa Granà, died before the appeal was fully processed. The Procuratore della Repubblica had challenged a preliminary investigation judge's order for the return of seized assets, arguing flaws in the reasoning regarding financial capacity and proportionality. The Court ruled that the death of the accused extinguishes the procedural relationship, leaving the main trial judge to handle the extinction of the crime while barring any review of the appeal's merits.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 240-bis cod. pen.; Art. 512-bis cod. pen.: The death of the accused in a criminal proceeding renders the appeal inadmissible, as the extinction of the crime must be decided by the main trial judge.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo nei confronti di Granà Maria Rosa, nata a Monreale il 13/11/1943 avverso l'ordinanza emessa il 29/07/2022 dal Tribunale di Palermo; visti gli atti, l'ordinanza impugnata e il ricorso; udita la relazione del Consigliere Gaetano De Amicis; udite le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Giuseppe Riccardi, che ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso; udite le conclusioni del difensore, Avv. Antonino Reina, che ha chiesto la declaratoria di inammissibilità del ricorso.
RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 29 luglio 2022 il Tribunale di Palermo ha accolto l'istanza di riesame proposta nell'interesse di Maria Rosa Granà avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Palermo il 6 luglio 2022 con riferimento al reato di intestazione fittizia di cui all'art. 512-bis cod. pen. (provvisoriamente contestato nel capo sub 3) in concorso con il genero Diego Ciulla e con il di lui nipote Stefano Ganci), limitatamente alle quote sociali ed al complesso di beni aziendali della società "H Passi e Passetti" s.r.l. di cui la predetta era ritenuta formalmente titolare, disponendone la restituzione in favore dell'avente diritto.
2. Avverso la su indicata ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, deducendo vizi di:
a) manifesta illogicità della motivazione, là dove l'ordinanza impugnata ha valorizzato un precedente del medesimo Ufficio, riguardante tuttavia un diverso reato e diversi indagati, senza escludere, in capo ai titolari formali, l'esistenza della capacità finanziaria necessaria per la costituzione della predetta società, pur a fronte degli accertamenti patrimoniali svolti nel corso delle attività investigative;
b) mancanza della motivazione in ordine al requisito della sproporzione, ex art. 240-bis cod. pen., in capo alla Granà;
c) inosservanza o erronea applicazione della legge penale, per avere l'ordinanza impugnata ritenuto l'assenza di prova in ordine alla provenienza delle risorse economiche impiegate da parte del soggetto che risultava essere gestore di fatto, irrilevante dovendosi ritenere la circostanza che i fondi messi a disposizione per i punti di vendita oggetto del procedimento fossero stati forniti dal Ciulla o dai suoi coindagati. Al riguardo si assume che, sulla base del materiale indiziario in atti, i beni in sequestro (quote sociali e beni aziendali) si erano concentrati nella disponibilità del Ciulla, il quale aveva tutto l'interesse, per i suoi precedenti penali, a sottrarli ad una possibile misura ablativa.
3. Con memoria trasmessa alla Cancelleria di questa Suprema Corte il 19 dicembre 2022 il difensore di fiducia, Avv. Antonino Reina, ha svolto una serie di argomentazioni in replica ai motivi dedotti nel ricorso, chiedendone la declaratoria di inammissibilità.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. In data 24 gennaio 2023 l'Avv. Antonino Reina ha trasmesso alla Cancelleria di questa Suprema Corte un certificato, rilasciato dal Comune di Palermo in data 17 gennaio 2023, che attesta l'intervenuto decesso di Maria Rosa Granà in data 6 gennaio 2023.
2. Al riguardo questa Suprema Corte ha affermato il principio secondo cui, in tema di misure cautelari reali, la morte sopravvenuta dell'indagato fa venire meno uno dei soggetti del rapporto processuale sottostante al procedimento incidentale in esame, ma la relativa declaratoria di estinzione del reato deve essere pronunciata dal giudice del procedimento. principale, restando quindi interdetta qualsiasi pronuncia sui motivi dell'impugnazione, poiché la decisione sul gravame presuppone l'esistenza del soggetto che l'ha proposto o che ad esso è interessato (arg. ex Sez. U, n. 30 del 25/10/2000, Poggi Longostrevi, Rv. 217245).
3. Ne consegue, conclusivamente, la declaratoria di improcedibilità del ricorso per morte sopravvenuta dell'indagata.
P.Q.M.
Dichiara improcedibile il ricorso. Così deciso il 26 gennaio 2023