Sentenza — n. 18467/2023 — snpen · Corte di Cassazione
Sintesi Legislator
Generato dall'IAla seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: LEUPHO ELON BRICE nato il 05/05/1985 avverso la sentenza del 09/05/2022 della CORTE APPELLO di ROMAvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE DE MARZO; lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale, Pasquale Serrao d'Aquino, il quale ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso. Ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Il difensore di Leupho Eloi Brice propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del 9 maggio 2022 con la quale la Corte d'appello di Roma ha confermato la decisione di primo grado che aveva condannato l'imputato alla pena di giustizia, avendolo ritenuto responsabile dei reati di cui agli artt. 496 e 497-bis cod. pen. Con l'unico motivo di ricorso si deduce violazione di legge per non essere stato notificato all'imputato il decreto di citazione a giudizio emesso a seguito della proposizione dell'appello.
Regesto Legislator
Generato dall'IASentenza — n. 18467/2023 — snpen · Corte di Cassazione: Sono state trasmesse, ai sensi dell'art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con I. 18/12/2020, n. 176, le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale, Pasquale Serrao d'Aquino, il quale ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso.
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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: LEUPHO ELON BRICE nato il 05/05/1985 avverso la sentenza del 09/05/2022 della CORTE APPELLO di ROMAvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere GIUSEPPE DE MARZO; lette le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale, Pasquale Serrao d'Aquino, il quale ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso. Ritenuto in fatto e considerato in diritto 1. Il difensore di Leupho Eloi Brice propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del 9 maggio 2022 con la quale la Corte d'appello di Roma ha confermato la decisione di primo grado che aveva condannato l'imputato alla pena di giustizia, avendolo ritenuto responsabile dei reati di cui agli artt. 496 e 497-bis cod. pen. Con l'unico motivo di ricorso si deduce violazione di legge per non essere stato notificato all'imputato il decreto di citazione a giudizio emesso a seguito della proposizione dell'appello.
2. Sono state trasmesse, ai sensi dell'art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con I. 18/12/2020, n. 176, le conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale, Pasquale Serrao d'Aquino, il quale ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso.
3. Il ricorso è fondato, dal momento che l'esame degli atti, imposto dalla natura processuale della questione sollevata, dimostra che, in effetti, che il decreto di citazione in appello non risulta notificato all'imputato, risultato sconosciuto all'indirizzo presso il quale era stato cercato e che non risulta avire mai eletto domicilio. Ne segue l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata. -
P.Q.M.
Annulla la sentenza impugnata con rinvio per il giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Roma. Così decis