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Sentenza — n. 11476/2023 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 11476/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 11476/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: BENCARDINO SALVATORE nato a BELVEDERE MARITTIMO il 05/04/1954 avverso la sentenza del 22/03/2021 della CORTE di APPELLO di TRIESTEvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere PIERANGELO CIRILLO; letta la requisitoria a firma del Sostituto Procuratore generale FERDINANDO LIGNOLA, che ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso.

Regesto Legislator

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art. 29 cod. pen; Sentenza — n. 11476/2023 — snpen · Corte di Cassazione: Con il secondo, deduce il vizio di erronea applicazione della legge penale, in relazione all'art. 29 cod. pen., sostenendo che la Corte di appello avrebbe dovuto revocare la pena accessoria inflitta in primo grado, avendo rideterminato la pena principale in anni due e mesi otto di reclusione. Con requisitoria scritta, il Sostituto Procuratore generale ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. Con nota del 15 febbraio 2023, l'avv. Marzio Calacione ha trasmesso il certificato del Comune di Trieste che attesta che l'imputato è deceduto a Trieste il 22 gennaio 2023.

Parole chiave

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pena accessoria pena complementare altri capi d'accusa riesame dell'entità pena pene e misure adeguamento della pena

Disposizioni normative citate

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art. 29 cod. pen
Con il secondo, deduce il vizio di erronea applicazione della legge penale, in relazione all'art. 29 cod. pen., sostenendo che la Corte di appello avrebbe dovuto revocare la pena accessoria inflitta in primo grado, avendo rideterminato la pena principale in anni due e mesi otto di reclusione.
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: BENCARDINO SALVATORE nato a BELVEDERE MARITTIMO il 05/04/1954 avverso la sentenza del 22/03/2021 della CORTE di APPELLO di TRIESTEvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere PIERANGELO CIRILLO; letta la requisitoria a firma del Sostituto Procuratore generale FERDINANDO LIGNOLA, che ha chiesto di dichiarare inammissibile il ricorso.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Con sentenza deliberata il 22 marzo 2021, la Corte di appello di Trieste ha riformato, limitatamente al trattamento sanzionatorio, la sentenza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, all'esito di giudizio abbreviato, aveva condannato Bencardino Salvatore per il reato di lesione personale, in danno di Singh Nìshan. Avverso l'indicata sentenza, l'imputato ha proposto ricorso per cassazione, attraverso il difensore avv. Marzio Calacione, articolando due motivi. Con il primo, denuncia il vizio di motivazione della sentenza, sostenendo che il giudizio di responsabilità espresso dai giudici di merito si porrebbe in contrasto con le dichiarazioni rese dalle persone assunte a sommarie informazioni.

Con il secondo, deduce il vizio di erronea applicazione della legge penale, in relazione all'art. 29 cod. pen., sostenendo che la Corte di appello avrebbe dovuto revocare la pena accessoria inflitta in primo grado, avendo rideterminato la pena principale in anni due e mesi otto di reclusione. Con requisitoria scritta, il Sostituto Procuratore generale ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. Con nota del 15 febbraio 2023, l'avv. Marzio Calacione ha trasmesso il certificato del Comune di Trieste che attesta che l'imputato è deceduto a Trieste il 22 gennaio 2023.

Atteso che la morte dell'imputato, intervenuta prima dell'irrevocabilità della sentenza, comporta la cessazione del rapporto processuale, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio perché il reato è estinto per morte dell'imputato.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per morte dell'imputato. Così deciso, il 28