Legislator Giurisprudenza & Legislazione
Sentenza — n. 44361/2023 — snpen Generato dall'IA

Cassation court annuls appeal judgment for false income declaration in legal aid application due to lack of specific intent to deceive.

Numero d'incarto Sentenza — n. 44361/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Court of Cassation annulled the Court of Appeal's confirmation of a conviction for falsely declaring income to qualify for legal aid. The defense argued the defendant could not verify his mother's erroneous tax returns while detained, but the court held that the crime of false declaration does not require specific intent to secure the benefit. The court ruled that the mere failure to verify the accuracy of the income data constitutes the requisite general intent (dolus genericus) under the relevant statute.

Regesto Legislator

Generato dall'IA

Art. 95 d.P.R. 115/2002; Art. 47 cod. pen.: The crime of false declaration for legal aid admission is constituted by any false indication or partial omission of data, regardless of whether the benefit was actually obtained, provided the actor possessed general intent to deceive.

Parole chiave

Generato dall'IA
false declaration legal aid dolus genericus intent income verification duty patrocinio a spese Stato omission of facts crime false dichiarazioni informazione e verifiche onere della prova del contribuente

Disposizioni normative citate

Generato dall'IA
Art. 47 cod. pen.
Art. 192 cod. proc. pen.
Art. 546 cod. proc. pen.
Art. 3 Cost.
Art. 24 Cost.
Art. 95 d.P.R. 30 maggio 2002, n.115
242152 - 01), ha posto l'accento sul fine antielusivo della norma incriminatrice per affermare che integrano il delitto di cui all'art. 95 d.P.R.
art. 95 d.P.R. n. 115/2002
242152 - 01), ha posto l'accento sul fine antielusivo della norma incriminatrice per affermare che integrano il delitto di cui all'art. 95 d.P.R.

Giurisprudenza citata

Generato dall'IA
Sez. U, n. 6591 del 27/11/2008 dep. 2009, Infanti
La giurisprudenza formatasi in relazione alla norma violata, segnatamente a seguito della pronuncia delle Sezioni Unite Infanti (Sez. U, n. 6591 del 27/11/2008 dep. 2009, Infanti, Rv.
Sez. 4, n. 45786 del 04/05/2017 Bonofiglio
Generato dall'IA

Ti chiedi come si applica questa sentenza alla tua fattispecie?

Analizza questa decisione insieme alla legislazione federale e cantonale, ai commentari e alla giurisprudenza successiva in Legislator AI.

Apri in Legislator →

Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: NAMOUCHI TALEL nato a ACIREALE il 24/04/1992 avverso la sentenza del 19/04/2023 della CORTE APPELLO di TORINOvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO; letta la requisitoria del Procuratore generale, che ha concluso per il rigetto del ricorso

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La Corte di appello di Torino, con la sentenza indicata in epigrafe, ha confermato la pronuncia di condanna emessa il 4/03/2019, all'esito di rito abbreviato, dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Torino nei confronti di Namouchi Talel, imputato del reato di cui all'art.95 d.P.R. 30 maggio 2002, n.115 per aver presentato il 22/04/2016 domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato presso il Tribunale di Torino attestando falsamente di trovarsi nelle condizioni reddituali utili al conseguimento del beneficio, mentre gli accertamenti fiscali effettuati dalla Agenzia delle Entrate avevano fatto emergere un reddito familiare complessivo di euro 20.294,00 per l'anno 2014 e di euro 16.672,00 per l'anno 2015. Con l'aggravante di aver conseguito l'ammissione al beneficio.

2. Tale! Namouchi propone ricorso per cassazione censurando la sentenza con unico motivo per violazione di legge in relazione agli artt.47 cod. pen., 192 e 546 cod. proc. pen. nonchè per motivazione apparente rispetto alla prova assunta in atti della dichiarazione della madre dell'imputato. Secondo la difesa, la sentenza andrebbe annullata in quanto il giudice ha ignorato la prova, in atti, dalla quale era possibile evincere che la dichiarazione resa dall'imputato si era fondata sulla dichiarazione reddituale a firma della madre Dridi Jamila, pacificamente errata negli importi, la cui conformità al vero il Namouchi, in quanto detenuto, non avrebbe potuto verificare.

3. Il Procuratore generale, con requisitoria scritta, ha concluso per il rigetto del ricorso.

4. Il ricorso è fondato in quanto l'argomento principale sul quale la Corte territoriale ha fondato la pronuncia di conferma del giudizio di primo grado in merito alla prova della condotta tipica del reato contestato sottolinea che il ricorrente avrebbe dovuto verificare la corrispondenza al vero del reddito dichiaratogli dalla congiunta rispetto a quello risultante dalla dichiarazione ufficiale dei redditi materni. Con tale espressione i giudici di merito hanno descritto un atteggiamento antidoveroso che non è configurabile in termini di dolo. 4.1.

La giurisprudenza formatasi in relazione alla norma violata, segnatamente a seguito della pronuncia delle Sezioni Unite Infanti (Sez. U, n. 6591 del 27/11/2008 dep. 2009, Infanti, Rv. 242152 - 01), ha posto l'accento sul fine antielusivo della norma incriminatrice per affermare che integrano il delitto di cui all'art. 95 d.P.R. n. 115/2002 le false indicazioni o le omissioni anche parziali dei dati di fatto riportati nella dichiarazione sostitutiva di certificazione o in ogni altra dichiarazione prevista per l'ammIssione al patrocinio a spese dello Stato, indipendentemente dalla effettiva sussistenza delle condizioni di reddito per l'ammissione al beneficio. 4.2.

Le norme costituzionali di riferimento sono l'art.3 e l'art.24 Cost. e la ratio della disposizione, atteso il destinatario della dichiarazione, che è l'autorità giudiziaria, è di sanzionare condotte omissive o mendaci. L'art.95 punisce, infatti, espressamente «la falsità o le omissioni» e l'elemento soggettivo del dolo generico sussiste indipendentemente dall'idoneità della falsità o dell'omissione a determinare l'ammissione al beneficio, tanto che quest'ultima costituisce circostanza aggravante del reato e che il giudice deve procedere a una rigorosa verifica dell'elemento soggettivo del dolo generico solo al fine di escludere l'eventuale inutilità del falso (Sez. 4, n. 45786 del 04/05/2017 Bonofiglio Rv. 271051 - 01). 4.3.

La condotta dolosa, anche nella forma del dolo eventuale, impone che vengano enunciati gli elementi dai quali il giudice di merito ha enucleato l'atteggiamento antidoveroso quanto meno in termini di accel:tazione del rischio, risolvendosi altrimenti la motivazione in una formula priva di addentellato con la realtà fattuale esaminata. Nell'affermare la sussistenza dell'atteggiamento antidoveroso di colui che non verifichi attentamente la corrispDndenza al vero del reddito dichiarato il giudice di merito non ha, dunque, fatto buon governo delle regole di accertamento dell'elemento soggettivo del reato.

5. Conseguentemente, la sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Torino per nuovo giudizio.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della