Italian court dismisses unjust detention claim where acquittal did not negate factual basis for wrongful custody.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation rejected Manuel Bernal Diaz Domingo's appeal against the appellate court's denial of compensation for unjust detention. Although the defendant was acquitted of the charge of fictitious asset ownership, the court found the acquittal merely procedural and did not refute the factual evidence linking him to criminal organizations. The court ruled that the defendant's conscious behavior creating a link to criminal conduct precluded the right to equitable compensation.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 125, 314 cod. proc. pen.; Art. 24 Cost.: An acquittal based on procedural grounds does not negate the factual basis for unjust detention if the defendant's conduct remained consciously linked to criminal activities, thereby barring equitable compensation.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
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Generato dall'IATesto completo
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: BERNAL DIAZ DOMINGO MANUEL nato il 03/11/1964 avverso l'ordinanza del 14/04/2022 della CORTE APPELLO di REGGIO CALABRIAudita la relazione svolta dal Consigliere DANIELE CENCI; lette le conclusioni del PG
RITENUTO IN FATTO
1.La Corte di appello di Reggio Calabria il 14 aprile — 2 maggio 2022 ha rigettato la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione avanzata nell'interesse di Bernal Diaz Domingo Manuel, il quale è stato ristretto in custodia cautelare dal 12 aprile 2013 al 26 febbraio 2015 in relazione all'accusa di intestazione fittizia di beni con l'aggravante della mafiosità, accusa da cui è stato assolto dal Tribunale di Locri con sentenza divenuta irrevocabile l'11 gennaio 2019.
2. Ricorre per la cassazione dell'ordinanza Bernal Diaz Domingo Manuel, tramite Difensore di fiducia, affidandosi ad un unico, complessivo, motivo con il quale denunzia promiscuamente violazione di legge (artt. 125 e 314 cod. proc. pen. e 24 Cost.) e difetto di motivazione, in particolare lamentando inosservanza di norme processuali stabilite a pena di nullità, inutilizzabilità, inammissibilità o decadenza e mancanza assoluta di motivazione. Ad avviso del ricorrente, la Corte territoriale avrebbe fondato il rigetto sulla mera elencazione degli elementi di fatto già riportati nell'ordinanza di custodia cautelare e nella sentenza di merito, senza tuttavia specificare dove si rinvenga la colpa grave da parte del ricorrente.
La Corte di appello avrebbe, inoltre, travisato le ragioni dell'assoluzione dell'imputato, indicate alla p. 10 del provvedimento impugnato come pronunzia meramente "di natura processuale", mentre sia nella sentenza del Tribunale (pp. 173-174) sia in quella di appello (p. 193), passaggi motivazionali delle quali si riportano per stralcio, si legge che è mancata la prova che Bernal Diaz Donningo Manuel fosse il prestanome di persone intranee alla criminalità organizzata. Si sottolinea la formula assolutoria ampiamente liberatoria impiegata nei confronti dell'imputato, per insussistenza del fatto, ed anche che gli elementi di fatto utilizzati dal Giudice della riparazione sono i medesimi impiegati dal Giudice della cautela e gli stessi avuti a disposizione dal Giudice della cognizione.
In ogni caso, il provvedimento impugnato non fornirebbe alcuna motivazione circa il collegamento tra eventuali condotte del ricorrente e la contestazione del reato di intestazione fittizia di beni, tale da porsi in rapporto di concausalità con il provvedimento restrittivo adottato. Infine, i Giudici di merito, avrebbero trascurato il contenuto della memoria difensiva con cui si è spiegata la conoscenza tra il ricorrente e Rocco Morabito. Si chiede, dunque, l'annullamento dell'ordinanza impugnata 3. Il P.G. nella requisitoria scritta del 23 dicembre 2022 ha chiesto accogliersi il ricorso ed annullarsi con rinvio il provvedimento impugnato.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1.11 ricorso è infondato e deve essere rigettato.
2. Infatti, la Corte territoriale (alle pp. 9-11 dell'ordinanza impugnata) ha evidenziato come la sentenza assolutoria non abbia smentito i dati fattuali principali della vicenda, tra i quali la circostanza che Bernal Diaz Domingo Manuel fosse apparentemente socio di due s.r.l. in cui avevano interessi economici, a conoscenza dello stesso, esponenti di vertice di cosche malavitose, tra cui Rocco Morabito e Rocco Aquino, i quali erano i veri gestori delle società, tanto che la sentenza della Corte di appello ha disposto la confisca dei beni della s.r.l. "Bella Calabria 2005" siccome impiegati per realizzare speculazioni funzionali agli interesse della 'ndrangheta.
Tale circostanza è stata, non illogicamente ritenuta agire colposo concausativo della privazione della libertà personale e ricondotta dai Giudici di merito, non incongruamente né illogicamente, alla situazione, ostativa al riconoscimento del diritto all'equa riparazione, di chi abbia tenuto coscientemente comportamenti percepibili come indicativi di una sua contiguità a condotte criminali altrui (ex plurimis, Sez. 4, n. 7956 del 20/10/2020, dep. 2021, Abbruzzese, Rv. 280547; Sez. 4, ord. n. 45418 del 25/11/2010,Carere, Rv. 249237;Sez. 4, n. 37528 del 24/06/2008,Grigoli,Rv. 241218;Sez. 4, n. 268 del 22/01/1998, De Rachewiltz ed altro, Rv.
Rv. 210628). 3.AI rigetto dell'impugnazione consegue, per legge (art. 616 cod. proc. pen.), la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento dell