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Sentenza — n. 32738/2023 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 32738/2023 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 32738/2023 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente SENTENZA sul ricorso del Pubblico ministero presso il Tribunale di Pordenone nel procedimento a carico di Zecchin Elide, nata a Caorle il 26/10/1938, avverso la sentenza in data 28/05/2022 del Tribunale di Pordenone, visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Ubalda Macrì; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale, Domenico Seccia che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso; udita per l'imputata l'avv. Paola Armellin, per delega dell'avv. Giulia Volpatti, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso

Regesto Legislator

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Sentenza — n. 32738/2023 — snpen · Corte di Cassazione: Il Pubblico ministero presso il Tribunale di Pordenone presenta un atto di appello che la Corte di appello ha trasmesso per competenza alla Corte di cassazione con il quale lamenta la violazione di legge perché la casa ricadeva pacificamente in area demaniale marittima.

Parole chiave

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azione di manutenzione appropriazione indebita di beni demaniali violazione dell'ordine pubblico spazio pubblico diritto d'abitazione demanio pubblico
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso del Pubblico ministero presso il Tribunale di Pordenone nel procedimento a carico di Zecchin Elide, nata a Caorle il 26/10/1938, avverso la sentenza in data 28/05/2022 del Tribunale di Pordenone, visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Ubalda Macrì; udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale, Domenico Seccia che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso; udita per l'imputata l'avv. Paola Armellin, per delega dell'avv. Giulia Volpatti, che ha concluso chiedendo l'inammissibilità del ricorso

RITENUTO IN FATTO

1.Con sentenza in data 28 maggio 2020 il Tribunale di Pordenone ha assolto Elide Zecchin dal reato di cui agli art. 54 e 1161 del codice della navigazione consistente nell'occupazione del demanio marittimo con la sua casa perché il fatto non è previsto dalla legge come reato.

2. Il Pubblico ministero presso il Tribunale di Pordenone presenta un atto di appello che la Corte di appello ha trasmesso per competenza alla Corte di cassazione con il quale lamenta la violazione di legge perché la casa ricadeva pacificamente in area demaniale marittima.

CONSIDERATO IN DIRITTO

3. Il ricorso è manifestamente infondato perché propone un'interpretazione alternativa dei fatti inammissibile nel giudizio di legittimità. Il Giudice ha accertato che la casa della Zecchin si trova sul demanio idrico e non sul demanio marittimo per cui non è configurabile il reato contestato. Ha suffragato tale conclusione con la nota del 1° luglio 2016 inviata dall'Agenzia del Demanio - Direzione regionale Veneto che indica la particella n. 1209, oggetto d'interesse, tra quelle rientranti nel demanio idrico; con la comunicazione del medesimo tenore del 4 ottobre 2018 sempre dell'Agenzia del Demanio; con il processo verbale di constatazione della Guardia di finanza; con le planimetrie e le foto satehitari che dimostravano che si trovava lontano dalla costa; con l'avvio da parte del Comune di Caorle di una procedura volta al rilascio di una concessione demaniale.

Il PM invece ha chiesto una rivalutazione del fatto sulla base di una nota successiva dell'Agenzia del Demanio dell'Il aprile 2019 secondo cui la particella 1119 apparteneva al demanio marittimo. Sostiene che la particella 1209, che affaccia per intero sullo specchio d'acqua del canale Nicesolo, confina a nord con la particella 1119 e a sud con altre particelle, tutte appartenenti al demanio marittimo, per cui, una diversa qualificazione interromperebbe la continuità del demanio marittimo. A tacere del fatto che :e mappe depositate sono illeggibili, la prospettazione del PM, che non è supportata da alcuna consulenza tecnica specialistica, non è idonea a sovvertire le conclusioni del Giudice che ha valutato nel merito l'insussistenza dei presupposti per qualificare l'area come appartenente al demanio marittimo, escludendo motivatamente il reato.

Il ricorso del PM è pertanto inammissibile.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso Così deciso, il 1