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Ordinanza — n. 40779/2022 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 40779/2022 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 40779/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BOCEA CRISTI nato il 26/05/1985 avverso la sentenza del 04/04/2022 del TRIBUNALE di MILANOudita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO PEZZELLA; N. 19191/2022 R.G. Motivi della decisione 1. Bocea Cristi ricorre, a mezzo del proprio difensore, avverso la sentenza indicata in epigrafe, con la quale gli è stata applicata la pena richiesta ai sensi degli artt. 444 e ss. cod. proc. pen. deducendo vizio motivazionale in relazione all'affermazione di responsabilità che sarebbe fondata su opinioni e supposizioni. Chiede, pertanto, annullarsi la sentenza impugnata.

Regesto Legislator

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art. 129 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 40779/2022 — snpen · Corte di Cassazione: Non rientrano più, pertanto, tra i motivi di ricorribilità per cassazione quelli — come avvenuto nel caso che ci occupa- attinente all'affermazione di responsabilità, alla valutazione della prova e/o alla mancata pronuncia di una sentenza di pro- scioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

Parole chiave

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eccezione di buona fede diritto a un difensore legittimazione ad agire facoltà di astenersi dal testimoniare ordinanze probatorie posizione della vittima

Disposizioni normative citate

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art. 129 cod. proc. pen
Non rientrano più, pertanto, tra i motivi di ricorribilità per cassazione quelli — come avvenuto nel caso che ci occupa- attinente all'affermazione di responsabilità, alla valutazione della prova e/o alla mancata pronuncia di una sentenza di pro- scioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: BOCEA CRISTI nato il 26/05/1985 avverso la sentenza del 04/04/2022 del TRIBUNALE di MILANOudita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO PEZZELLA; N. 19191/2022 R.G. Motivi della decisione 1. Bocea Cristi ricorre, a mezzo del proprio difensore, avverso la sentenza indicata in epigrafe, con la quale gli è stata applicata la pena richiesta ai sensi degli artt. 444 e ss. cod. proc. pen. deducendo vizio motivazionale in relazione all'affermazione di responsabilità che sarebbe fondata su opinioni e supposizioni. Chiede, pertanto, annullarsi la sentenza impugnata.

2. Il ricorso è palesemente inammissibile per cause che possono dichiararsi senza formalità ai sensi dell'art. 610 comma 5bis cod. proc. pen. introdotto dall'art. 1, comma 62, della legge 23.6.2017 n. 103, a decorrere dal 3 agosto 2017. Ed invero, a far tempo da tale ultima data, successivi alla quale sono sia la richiesta di patteggiamento che la relativa impugnativa (cfr. art. 1, co. 51, della I. 23.6.2017 n. 103) il pubblico ministero e l'imputato possono proporre ricorso per cassazione contro la sentenza di applicazione della pena ex artt. 444 e ss. cod. proc. pen. "solo per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giu- ridica del fatto e all'illegalità della pena e della misura di sicurezza".

Non rientrano più, pertanto, tra i motivi di ricorribilità per cassazione quelli — come avvenuto nel caso che ci occupa- attinente all'affermazione di responsabilità, alla valutazione della prova e/o alla mancata pronuncia di una sentenza di pro- scioglimento ex art. 129 cod. proc. pen.

3. A norma dell'art. 616 cod. proc. pen, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna di parte ricorrente al pagamento delle spese del proce- dimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura in- dicata in dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 6 ottobre 2022