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Ordinanza — n. 40666/2022 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 40666/2022 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 40666/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: D'AMICO PIETRO nato a PALERMO il 22/09/1987 avverso la sentenza del 05/10/2021 del TRIBUNALE di PALERMOdato ayfiso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che l'imputato D'Amico Pietro ricorre avverso la sentenza del Tribunale di Palermo pronunciata ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. ed applicativa della pena concordata con la Pubblica Accusa per il reato di furto pluriaggravato; Ritenuto che il primo ed unico motivo di ricorso, che contesta il mancato vaglio delle cause ex art. 129 cod. proc. pen., non è consentito, giacché proposto al di fuori dei casi previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., come introdotto dalla legge n. 103 del 2017 che ha stabilito che il ricorso avverso la sentenza di patteggiamento è proponibile per soli motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza;

Regesto Legislator

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art. 444 cod. proc. pen, art. 129 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 40666/2022 — snpen · Corte di Cassazione: Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, senza formalità di procedura, ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen., e che il ricorrente deve essere condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende.

Parole chiave

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aggravamento della pena modifica della sentenza principio della doppia incriminazione gravi addebiti penali alleggerimento della pena altri capi d'accusa

Disposizioni normative citate

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art. 444 cod. proc. pen
art. 129 cod. proc. pen
ed applicativa della pena concordata con la Pubblica Accusa per il reato di furto pluriaggravato; Ritenuto che il primo ed unico motivo di ricorso, che contesta il mancato vaglio delle cause ex art. 129 cod. proc. pen., non è consentito, giacché proposto al di fuori dei casi previsti dall'art.
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Testo completo

seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: D'AMICO PIETRO nato a PALERMO il 22/09/1987 avverso la sentenza del 05/10/2021 del TRIBUNALE di PALERMOdato ayfiso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che l'imputato D'Amico Pietro ricorre avverso la sentenza del Tribunale di Palermo pronunciata ai sensi dell'art. 444 cod. proc. pen. ed applicativa della pena concordata con la Pubblica Accusa per il reato di furto pluriaggravato; Ritenuto che il primo ed unico motivo di ricorso, che contesta il mancato vaglio delle cause ex art. 129 cod. proc. pen., non è consentito, giacché proposto al di fuori dei casi previsti dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., come introdotto dalla legge n. 103 del 2017 che ha stabilito che il ricorso avverso la sentenza di patteggiamento è proponibile per soli motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza;

Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, senza formalità di procedura, ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis cod. proc. pen., e che il ricorrente deve essere condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro quattromila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso 1'11 maggio 2022 Il Consigli nsore Il Preside