Ordinanza — n. 35913/2022 — snpen · Corte di Cassazione
Sintesi Legislator
Generato dall'IACon ordinanza del 3 novembre 2021, il Tribunale di sorveglianza di Milano rigettava il reclamo proposto da Kola Albert avverso il provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Pavia in data 6.9.2021, con il quale era stato respinto il reclamo per rimedi risarcitori da detenzione sofferta in condizioni contrarie all'art. 3 CEDU, con riferimento alla detenzione sofferta dal predetto presso la Casa Reclusione di Vigevano dal 17.8.2018 al 27.7.2021.
Regesto Legislator
Generato dall'IAart. 123 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 35913/2022 — snpen · Corte di Cassazione: Avverso detta ordinanza, il Kola ha proposto personalmente ricorso per cassazione con dichiarazione effettuata ai sensi dell'art. 123 cod. proc. pen..
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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: KOLA ALBERT nato il 30/01/1988 avverso l'ordinanza del 03/11/2021 del TRIB. SORVEGLIANZA di MILANOpl-at-e-a~erffe—graft-i÷ udita la relazione svolta dal Consigliere PALMA TALERICO;
RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza del 3 novembre 2021, il Tribunale di sorveglianza di Milano rigettava il reclamo proposto da Kola Albert avverso il provvedimento del Magistrato di sorveglianza di Pavia in data 6.9.2021, con il quale era stato respinto il reclamo per rimedi risarcitori da detenzione sofferta in condizioni contrarie all'art. 3 CEDU, con riferimento alla detenzione sofferta dal predetto presso la Casa Reclusione di Vigevano dal 17.8.2018 al 27.7.2021.
2. Avverso detta ordinanza, il Kola ha proposto personalmente ricorso per cassazione con dichiarazione effettuata ai sensi dell'art. 123 cod. proc. pen..
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Sia il provvedimento impugnato sia il ricorso sono successivi al 3 agosto 2017, data dell'entrata in vigore della legge n. 103 del 2017, con cui si è esclusa la facoltà dell'imputato (e, quindi, anche del condannato) di proporre personalmente ricorso per cassazione, prevedendosi che esso deve essere in ogni caso sottoscritto, a pena d'inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione (artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc. pen.). Il ricorso deve, pertanto, essere dichiarato inammissibile, de plano, a norma dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., introdotto dalla medesima legge n. 103 del 2017.
2. Alla dichiarazione di inammissibilità consegue, ai sensi dell'art. 616, comma 1, cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost., sent. n. 186 del 2000), anche al versamento in favore della Cassa delle ammende di una sanzione pecuniaria che si stima equo determinare in euro tremila.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, il 12 luglio 2022 Il Consigliere estensore Il Pr