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Ordinanza — n. 31084/2022 — snpen Generato dall'IA

Cassation court dismisses appeal for aggravated theft, ruling completed crime established by effective control of stolen goods.

Numero d'incarto Ordinanza — n. 31084/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Inammissibile (Inadmissible)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation declared Mauro Trentin's appeal against the Brescia Court of Appeal inadmissible. Trentin argued that the completed crime of aggravated theft should be reclassified as attempted theft, but the court found this argument factually unsupported and legally inconsistent with established case law. The court ruled that obtaining even brief, autonomous, and effective control over the stolen property constitutes the consummated form of theft, thereby upholding the conviction and ordering Trentin to pay court costs and a fine.

Regesto Legislator

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Art. 624 c.p.; Art. 624-bis c.p.: The crime of theft is consummated when the perpetrator obtains full, autonomous, and effective control over the stolen property, regardless of the duration of such control.

Parole chiave

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consummated theft effective control aggravated theft attempted theft Cassation inadmissibility property availability criminal liability tentato furto

Disposizioni normative citate

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Art. 624 c.p.
Art. 624-bis c.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. 5, 17 settembre 2018, n. 48880
tra le tante Sez. 5, 17 settembre 2018, n. 48880, Rv.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: TRENTIN MAURO nato a PADOVA il 13/12/1972 avverso la sentenza del 30/04/2021 della CORTE APPELLO di BRESCIAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere GRAZIA ROSA ANNA MICCOLI; Rilevato che Mauro Trentin ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di Brescia indicata in epigrafe, che ha confermato la sentenza del primo grado di giudizio, con la quale l'imputato era stato condannato per il reato di furto aggravato; Rilevato che il primo e unico motivo di ricorso, con il quale il ricorrente contesta la violazione di legge e il vizio di motivazione in ordine alla qualificazione di reato consumato in luogo della più lieve fattispecie del tentativo, oltre ad essere versato in fatto, è manifestamente infondato perché prospetta enunciati ermeneutici in palese contrasto con il dato normativo e con la consolidata giurisprudenza di legittimità.

Difatti, la giurisprudenza è costante nel ritenere che integra il reato di furto nella forma consumata la condotta di colui che, seppur per breve tempo, abbia conseguito la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva (cfr. tra le tante Sez. 5, 17 settembre 2018, n. 48880, Rv. 261186-01); Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Così deciso 1'11 luglio 2