Cassation court dismisses appeal against prison permission denial due to lack of procedural objection and insufficient factual argument.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Court of Cassation declared the appeal inadmissible, ordering the appellant to pay court costs and a fine. The appellant argued that the lower court ignored updated behavioral reports and undervalued the relationship with an ex-teacher as a valid reintegration factor. The court rejected this, noting the appellant failed to critically challenge the lower court's reasoning and offered only a non-autonomous factual argument to support already adequate motivation.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 30-ter Ord. pen.; Art. 366 c.p.p.: An appeal is inadmissible if the appellant fails to critically challenge the lower court's reasoning or submits a factual argument that does not independently support the legal ground invoked.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
Generato dall'IAGiurisprudenza citata
Generato dall'IADecisioni correlate
Generato dall'IATesto completo
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: SALEM RIAD nato a GENOVA il 06/11/1994 avverso l'ordinanza del 27/05/2021 del TRIB. SORVEGLIANZA di GENOVAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere FILIPPO CASA;
RITENUTO IN FATTO
E
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Con l'ordinanza in epigrafe, il Tribunale di sorveglianza di Genova rigettava il reclamo proposto da Riad SALEM avverso il provvedimento con il quale il Magistrato di sorveglianza della sede aveva respinto l'istanza di permesso premio avanzata ex art. 30-ter Ord. pen. dal condannato al fine di poter incontrare un ex docente della scuola professionale da lui frequentata. A ragione della decisione, osservava il Tribunale che SALEM aveva commesso infrazioni anche molto gravi (ad es., aveva consumato stupefacente in carcere), aveva operato una revisione solo parziale della sua condotta delittuosa, "faticava" ad aderire al trattamento ed era gravato da numerose pendenze che non consentivano di escludere, ove ammesso al beneficio, un suo tentativo di fuga. Inoltre, il legame valorizzato alla base della richiesta doveva apprezzarsi come labile, poiché non afferente a contesto familiare e non collocato in un percorso rieducativo serio e volto all'esternalizzazione dell'espiazione.
2. Ha proposto ricorso per cassazione l'interessato, a mezzo del difensore di fiducia, deducendo, con un unico motivo, violazione dell'art. 30-ter Ord. pen. e vizio di motivazione, atteso che, da un lato, il Tribunale di sorveglianza non avrebbe acquisito una relazione di sintesi aggiornata (dalla quale sarebbe emersa l'assenza di qualunque rilievo successivo), e, dall'altro, avrebbe trascurato di considerare che il permesso premio non implica la necessità di coltivare solo affetti familiari e che il prof. MARRAS, ex docente del SALEM all'istituto alberghiero, era, allo stato, l'unico soggetto ad avere offerto assistenza materiale e morale al condannato.
3. Tanto premesso, il ricorso va dichiarato inammissibile. Per un verso, il ricorrente sembra lamentare una supposta incompletezza di istruttoria, senza, tuttavia, opporre alcuna censura critica al ragionamento complessivamente articolato nel provvedimento impugnato in base agli elementi acquisiti. Per altro verso, sviluppa una deduzione in punto di fatto e non autosufficiente in relazione ad un argomento usato dal Tribunale semplicemente per corroborare una motivazione già adeguata.
4. Segue alla declaratoria d'inammissibilità la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, non potendosi escludere profili di colpa che giustifichino tale ulteriore sanzione (Corte cost. n. 186 del 2000).
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma