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Sentenza — n. 13072/2022 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 13072/2022 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 13072/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: MAGRI ROBERTO nato a CANICATTI' il 01/11/1967 avverso la sentenza del 17/11/2020 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO; or Magrì Roberto ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo indicata in epigrafe con la quale è stata parzialmente riformata, con riduzione della pena, la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Agrigento il 1 ottobre 2018 in ordine al reato di cui all'art.186, comma 7, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285 commesso in Castrofilippo il 29 gennaio 2016. L'esponente lamenta vizio di violazione di legge e di motivazione in relazione all'art.114 disp. att. cod. proc. pen. e alla sussistenza del reato. L'esame dei motivi di ricorso induce ad escluderne l'inammissibilità e a rilevare l'intervenuto decorso del termine di prescrizione del reato.

Regesto Legislator

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Sentenza — n. 13072/2022 — snpen · Corte di Cassazione: Igs. 30 aprile 1992, n.285 commesso in Castrofilippo il 29 gennaio 2016. L'esponente lamenta vizio di violazione di legge e di motivazione in relazione all'art.114 disp. att. cod. proc. pen. e alla sussistenza del reato. L'esame dei motivi di ricorso induce ad escluderne l'inammissibilità e a rilevare l'intervenuto decorso del termine di prescrizione del reato.

Parole chiave

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guida in stato di ebbrezza qualificata guida nonostante revoca della patente remissione della pena revoca della sospensione condizionale grazia liberazione definitiva
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: MAGRI ROBERTO nato a CANICATTI' il 01/11/1967 avverso la sentenza del 17/11/2020 della CORTE APPELLO di PALERMOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere EUGENIA SERRAO; or

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

Magrì Roberto ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Palermo indicata in epigrafe con la quale è stata parzialmente riformata, con riduzione della pena, la sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Agrigento il 1 ottobre 2018 in ordine al reato di cui all'art.186, comma 7, d. Igs. 30 aprile 1992, n.285 commesso in Castrofilippo il 29 gennaio 2016. L'esponente lamenta vizio di violazione di legge e di motivazione in relazione all'art.114 disp. att. cod. proc. pen. e alla sussistenza del reato. L'esame dei motivi di ricorso induce ad escluderne l'inammissibilità e a rilevare l'intervenuto decorso del termine di prescrizione del reato.

Il reato per il quale l'imputato è stato condannato è infatti prescritto, trattandosi di fatto commesso in data 29 gennaio 2016 in relazione al quale trova applicazione la disciplina dettata dalla legge 5 dicembre 2005, n.251; con la conseguenza che, trattandosi di contravvenzione, il termine massimo di prescrizione per tale reato deve ritenersi stabilito in cinque anni, in virtù del combinato disposto degli artt. 157,160, comma 3, e 161, comma 2, cod.pen. Va, quindi, osservato che è venuto a maturare il termine massimo prescrizionale previsto dalla legge per il reato contestato, compiutosi in data successiva alla pronuncia della sentenza di appello.

La delibazione dei motivi sopra indicati fa escludere l'emergere di un quadro dal quale possa trarsi ragionevole convincimento dell'evidente innocenza del ricorrente. Sul punto, l'orientamento della Corte di Cassazione è univoco. In presenza di una causa di estinzione del reato il giudice è legittimato a pronunciare sentenza di assoluzione a norma dell'art.129, comma 2, cod.proc.pen. soltanto nei casi in cui le circostanze idonee ad escludere l'esistenza del fatto, la commissione del medesimo da parte dell'imputato e la sua rilevanza penale emergano dagli atti in modo assolutamente non contestabile, cosi che la valutazione che il giudice deve compiere al riguardo appartenga più al concetto di constatazione, ossia di percezione ictu ocu/i, che a quello di apprezzamento e sia quindi incompatibile con qualsiasi necessità di accertamento o di approfondimento (Sez.

U, n.35490 del 28/05/2009, Tettannanti, Rv. 244275). Nel caso di specie, restando al vaglio previsto dall'art. 129, comma 2, cod.proc.pen., l'assenza di elementi univoci dai quali possa trarsi, senza necessità di approfondimento critico, il convincimento di innocenza dell'imputato impone l'applicazione della causa estintiva. Va disposto, pertanto, l'annullamento della sentenza impugnata nei confronti di Magri Roberto, essendo il reato ascritto estinto per prescrizione.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il reato è estinto per prescrizione, con conseguente eliminazione della sanzione amministrativa accessoria applicata. Dispone trasmettersi copia della presente sentenza al Prefetto di Agrigento per quanto di competenza ex art.224, comma 3, cds. Così deciso il 28 febbraio 2022 Il Consiglie,re estensore Il Pr idente ru)genia Serrao DonatdVla Fet1