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Ordinanza — n. 48322/2022 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 48322/2022 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 48322/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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PIVA GIUSEPPE nato a GELA il 02/11/1954; MAURO GIOVANBATTISTA nato a GELA il 16/07/1969; MELFA MAURIZIO nato a GELA il 17/03/1971; CILIA ALBERTO AMEDEO nato a GELA il 04/07/1971; CITTA' ROSARIO ANTONIO FRANCO nato a GELA il 21/07/1966 avverso la sentenza emessa il 20/4/2021 dal Tribunale di Gela; visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso; udita la relazione del consigliere Paolo Di Geronimo. OSSERVA 1. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato con ricorso in Cassazione la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Gela.

Regesto Legislator

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art. 569 cod. proc. pen, art. 425 cod. proc. pen; Ordinanza — n. 48322/2022 — snpen · Corte di Cassazione: OSSERVA 1. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato con ricorso in Cassazione la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Gela.

Parole chiave

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legittimazione a ricorrere impugnazione di decisioni amministrative impugnabilità della decisione di rinvio motivi di cassazione decisione incidentale impugnabile legittimazione a contestare licenza

Disposizioni normative citate

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art. 569 cod. proc. pen
103, è appellabile e non ricorribile in cassazione, neppure mediante ricorso "per saltum", poiché detta facoltà è conferita dall'art. 569 cod. proc. pen.
art. 425 cod. proc. pen
esclusivamente avverso la sentenza che definisce nel merito il primo grado di giudizio ovvero avverso altre tipologie di decisione espressamente previste, sicchè il ricorso proposto in sede di legittimità avverso la sentenza ex art. 425 cod. proc. pen.
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Testo completo

la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela nel procedimento a carico di MESSINESE DOMENICO nato a FAVARA il 17/03/1971; D'ARMA ROCCO EMILIO ANTONIO nato a GELA il 26/07/1966; CAMPISI CARMELO nato a RAGUSA il 03/02/1960; TRANCHINA MAURIZIO nato a GELA il 24/11/1954; GALANTI RAFFAELLA nato a GELA il 03/04/1961; SERIO ANTONINO nato a GANGI il 01/09/1956; RICCELLI DAVIDE nato a GELA il 25/11/1965; CATALANO GUIDO nato a GELA il 30/01/1964; GRECO RAFFAELE nato a SIRACUSA il 06/01/1980; TURCO FRANCESCO AMEDEO nato a CALTANISSETTA il 27/07/1965;

PIVA GIUSEPPE nato a GELA il 02/11/1954; MAURO GIOVANBATTISTA nato a GELA il 16/07/1969; MELFA MAURIZIO nato a GELA il 17/03/1971; CILIA ALBERTO AMEDEO nato a GELA il 04/07/1971; CITTA' ROSARIO ANTONIO FRANCO nato a GELA il 21/07/1966 avverso la sentenza emessa il 20/4/2021 dal Tribunale di Gela; visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso; udita la relazione del consigliere Paolo Di Geronimo. OSSERVA 1. Il Procuratore della Repubblica ha impugnato con ricorso in Cassazione la sentenza di non luogo a procedere emessa dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Gela.

2. Il ricorso per saltum è inammissibile, dovendosi riqualificare l'atto di impugnazione in appello. Questa Corte ha già avuto modo di affermare che la sentenza di non luogo a procedere resa dopo l'entrata in vigore della modifica dell'art. 428, comma 1, cod. proc. pen., operata dalla legge 23 giugno 2017, n. 103, è appellabile e non ricorribile in cassazione, neppure mediante ricorso "per saltum", poiché detta facoltà è conferita dall'art. 569 cod. proc. pen. esclusivamente avverso la sentenza che definisce nel merito il primo grado di giudizio ovvero avverso altre tipologie di decisione espressamente previste, sicchè il ricorso proposto in sede di legittimità avverso la sentenza ex art. 425 cod. proc. pen. deve essere qualificato come appello (Sez.5, ord. n. 18305 del 23/01/2019 Cc. (dep. 02/05/2019) Rv. 275916). Quanto detto comporta la necessità di riqualificare il ricorso, disponendone la trasmissione alla Corte di appello competente per il giudizio.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso in quanto tale, disponendone la conversione in appello con trasmissione degli atti alla Corte di a