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Sentenza — n. 27395/2022 — snpen Generato dall'IA

Italian Court dismisses appeal correcting criminal judgment name when defendant identity is proven despite name discrepancy.

Numero d'incarto Sentenza — n. 27395/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Respinto (Dismissed)

Sintesi Legislator

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The Court of Cassation rejected the Prosecutor's appeal against an order correcting the name of a convicted defendant from Omar TAW to Cheikh Omar TALL. The Prosecutor argued the correction was improper because the original judgment did not explicitly confirm the defendant's identity, claiming it was a matter of judicial registry records rather than a material error. The court ruled that the correction was valid because the defendant was properly cited under the original name, establishing that physical identity overrides name discrepancies in execution proceedings.

Regesto Legislator

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Art. 130 c.p.p.; Art. 40 D.P.R. 313/2002: When a material error in a convicted person's name occurs after the final judgment, the execution judge may correct it if the defendant was properly cited under that name, as physical identity prevails over name discrepancies.

Parole chiave

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material error correction criminal judgment execution name discrepancy judicial registry records proper citation requirement foreign born defendant identity verification errore nella commisurazione della pena

Disposizioni normative citate

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Art. 130 c.p.p.
Avverso l'ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, deducendo con unico motivo che erroneamente si sarebbe dato corso alla correzione della sentenza ai sensi dell'art. 130 cod.
Art. 40 D.P.R. 313/2002
art. 130 cod. proc. pen
Avverso l'ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, deducendo con unico motivo che erroneamente si sarebbe dato corso alla correzione della sentenza ai sensi dell'art. 130 cod.
art. 40 d.P.R. 313/2002

Giurisprudenza citata

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Sez. 1, n. 14046 del 22/09/2014 - dep. 2015, Liguoro
Sez. 1, n. 48349 del 15/11/2012, dep. 13/12/2012, Ambrosoni
pure, tra le altre, Sez. 1, n. 48349 del 15/11/2012, dep. 13/12/2012, Ambrosoni, Rv.
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Ordinanza — n. 23008/2022 — snpen
Cassation appeal dismissed as inadmissible due to manifestly unfounded grounds regarding sentencing and balancing of circumstances.
Ordinanza — n. 27766/2022 — snpen
Criminal appeal dismissed for inadmissibility due to lack of specific sentencing motivation requirements not met. The court ruled that detailed reasoning is only mandatory when the sentence is near the maximum or above average, and since the imposed penalty was close to the statutory minimum, the lower court's brief justification was sufficient. Consequently, the appeal was rejected, and the appellant was ordered to pay court costs and a fine. The decision reinforces that judges have discretion to impose median or minimum sentences without extensive elaboration, provided the reasoning is not rudimentary. This case clarifies the threshold for requiring detailed sentencing arguments under Italian criminal procedure law. The ruling emphasizes that procedural requirements for motivation are tied to the severity of the penalty relative to the statutory range. Appellants must demonstrate that the sentence was excessive or near the maximum to trigger the need for exhaustive justification. The court's stance protects judicial efficiency while ensuring fairness in cases involving significant penalties. This precedent guides future appeals regarding the adequacy of sentencing explanations in criminal judgments. Lawyers must now carefully assess the penalty level before challenging the lack of detailed motivation in their appeals.
Ordinanza — n. 43369/2021 — snpen
Cassation appeal dismissed for inadmissibility as it lacks statutory grounds for appeals against sentencing requests.
Ordinanza — n. 15989/2023 — snpen
Italian Court dismisses appeal against plea bargain sentence due to lack of statutory grounds for cassation review.
Ordinanza — n. 16073/2022 — snpen
Italian Court dismisses appeal on criminal conviction for perjury, rejecting recidiva and prescription arguments.

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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI BARInei confronti di: TALL CHEIKH OMAR nato il 02/01/1981 avverso l'ordinanza del 25/05/2021 del TRIBUNALE di BARIvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere GIOVANNI FRANCOLINI; letta la requisitoria scritta presentata - ex art. 23, comma 8, decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modif. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176 - dal Sostituto Procuratore generale della Repubblica presso questa Corte di cassazione GIOVANNI DI LEO, che ha chiesto il rigetto del ricorso;

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Con ordinanza in data 25 maggio 2021 il Tribunale di Bari, quale giudice dell'esecuzione, in accoglimento dell'istanza presentata nell'interesse di Cheikh Omar TALL, ha disposto la correzione delle generalità dì quest'ultimo riportate nella sentenza resa il 10 maggio 2012, nella quale era indicato come Omar TAW.2. Avverso l'ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, deducendo con unico motivo che erroneamente si sarebbe dato corso alla correzione della sentenza ai sensi dell'art. 130 cod. proc. pen.: ad avviso del ricorrente, nel caso di specie, non ricorrerebbe un mero errore materiale, in quanto né dalla sentenza corretta né dall'ordinanza impugnata risulterebbe che la corretta identificazione del condannato constasse agli atti del procedimento deciso con la stessa pronuncia emendata, ragion per cui non è stato emendato un divario tra «l'effettivo pensiero» del Giudicante e «la sua manifestazione estrinseca»; dunque, si tratterebbe di una questione concernente le iscrizioni e i certificati del casellario giudiziale ex art. 40 d.P.R. 313/2002 di competenza del Tribunale di Roma, riguardando un condannato nato all'estero.

3. Il ricorso è infondato e deve essere rigettato. Come condivisibilmente rappresentato dal Procuratore generale presso questa Corte, «quando è dedotta l'erronea indicazione delle generalità del condannato dopo la sentenza irrevocabile di condanna, il giudice dell'esecuzione procede con la correzione dell'errore materiale della sentenza, ove sia accertata la rituale citazione in giudizio, sebbene sotto altro nome, del soggetto-fisicamente individuato-cui il fatto è stato attribuito» (Sez. 1, n. 14046 del 22/09/2014 - dep. 2015, Liguoro, Rv. 263091 - 01; cfr. pure, tra le altre, Sez. 1, n. 48349 del 15/11/2012, dep. 13/12/2012, Ambrosoni, Rv. 254079); e nel caso in esame lo stesso ricorrente ha rappresentato che il soggetto tratto a giudizio come Omar TAW e, come esposto, condannato con la sentenza di cui è stata disposta la correzione con l'ordinanza impugnata, è da identificarsi proprio in Cheikh Omar TALL.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso del PM. Così d