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Sentenza — n. 15287/2022 — snpen Generato dall'IA

Italian Supreme Court annuls criminal judgment due to lack of proven lawyer-client relationship for absence declaration.

Numero d'incarto Sentenza — n. 15287/2022 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione
Esito del giudizio Accolto (Allowed)

Sintesi Legislator

Generato dall'IA

The Supreme Court annulled the lower court's judgment declaring the defendant absent without a trial. The defendant argued that her office appointment should suffice for absence, but the court held that a professional relationship must be proven. Consequently, the case was remanded for further proceedings to establish proper notification.

Regesto Legislator

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Art. 604, comma 5-bis, c.p.p.; The sole election of domicile with an office-appointed lawyer is insufficient for declaring absence; the court must verify the actual establishment of a professional relationship ensuring the accused's knowledge of the proceedings.

Parole chiave

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criminal procedure absence declaration office-appointed lawyer professional relationship nullity of judgment notification validity remand for trial procedimento in contumacia

Disposizioni normative citate

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Art. 604, comma 5-bis, c.p.p.

Giurisprudenza citata

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Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019, dep. 2020, Ismail, Rv. 279420
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Testo completo

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Masic Claudia, nata a Bologna il 10/10/1999 avverso la sentenza del 09/07/2020 della Corte di appello di Genova visti gli atti, la sentenza impugnata e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere Michele Romano; lette le richieste del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Vincenzo Senatore, che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;

RITENUTO IN FATTO

1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Genova ha confermato la sentenza del Tribunale di Imperia del 4 ottobre 2019 che aveva affermato la penale responsabilità di Claudia Masic per concorso nel delitto di furto in abitazione aggravato da violenza sulle cose e l'aveva condannata alla pena di giustizia.

2. Avverso detta sentenza ha proposto ricorso Claudia Masic, a mezzo del suo difensore di ufficio, chiedendone l'annullamento sulla base di un unico motivo con il quale si duole della omessa dichiarazione della nullità della sentenza di primo grado ai sensi dell'art 604, comma 5-bis, cod. proc. pen., invocando il precedente delle Sezioni Unite che ha affermato che, ai fini della dichiarazione di assenza, non può considerarsi presupposto idoneo la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, da parte dell'indagato, dovendo il giudice, in ogni caso, verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l'indagato, tale da fargli ritenere con certezza che quest'ultimo abbia avuto conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla stessa (Sez.

U., n. 23948 del 28/11/2019, dep. 2020, Ismail, Rv. 279420). Segnala, a tale proposito, che nel caso di specie la imputata aveva eletto domicilio presso il difensore di ufficio e non era stata accertata la conoscenza da parte della stessa del processo; non poteva quindi essere dichiarata assente ed il Tribunale avrebbe dovuto disporre le necessarie ricerche.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è fondato. Ai fini della dichiarazione di assenza non può considerarsi presupposto idoneo la sola elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, da parte dell'indagato, dovendo il giudice, in ogni caso, verificare, anche in presenza di altri elementi, che vi sia stata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra il legale domiciliatario e l'indagato, tale da fargli ritenere con certezza che quest'ultimo abbia avuto conoscenza del procedimento ovvero si sia sottratto volontariamente alla stessa (Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019, dep. 2020, Ismail, Rv. 279420). Nel caso di specie il decreto di citazione a giudizio è stato notificato al difensore di ufficio e non risulta che vi sia stata l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale tra l'avv. Paolo Burlo e l'imputata; né risulta che la Masic abbia tenuto comportamenti dai quali poter desumere che la stessa si sia volontariamente sottratta alla conoscenza del processo.

2. Ne consegue che la sentenza impugnata e la sentenza di primo grado devono essere annullate senza rinvio, in quanto affette da nullità, e deve disporsi la trasmissione degli atti al Tribunale di Imperia per l'ulteriore corso del giudizio.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e quella di primo grado, disponendosi la trasmissione degli atti al Tribunale di Imperia, per l'ulteriore corso. Così deciso il 10/02/2022. Il Consigliere estensore Il Presidente Michele Romano Enrico Vittorio Stanislao Scarlini CORTE DI CASSAZIONE V SEZIONE PE