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Ordinanza — n. 43371/2021 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 43371/2021 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 43371/2021 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DAMBRA ROBERTO nato a SESTO SAN GIOVANNI il 17/04/1973 avverso la sentenza del 22/02/2021 del GIP TRIBUNALE di MILANOudita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO COSTANTINI; FATTO E DIRITTO 1. Con ricorso affidato al difensore di fiducia, Dannbra Roberto impugna la sentenza indicata in epigrafe con la quale, a richiesta delle parti, gli è stata applicata la pena di anni due di reclusione ed euro 4.000 di multa in ordine al delitto di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.

Regesto Legislator

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art. 133 cod. pen; Ordinanza — n. 43371/2021 — snpen · Corte di Cassazione: Con ricorso affidato al difensore di fiducia, Dannbra Roberto impugna la sentenza indicata in epigrafe con la quale, a richiesta delle parti, gli è stata applicata la pena di anni due di reclusione ed euro 4.000 di multa in ordine al delitto di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.

Parole chiave

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commisurazione della pena per stupefacenti remissione della pena controllo della commisurazione della pena sanzioni penali adeguamento della pena riduzione della pena

Disposizioni normative citate

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art. 133 cod. pen
Il ricorrente deduce la incongrua pena applicata in eccesso in violazione dei parametri di cui all'art. 133 cod. pen.
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Testo completo

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: DAMBRA ROBERTO nato a SESTO SAN GIOVANNI il 17/04/1973 avverso la sentenza del 22/02/2021 del GIP TRIBUNALE di MILANOudita la relazione svolta dal Consigliere ANTONIO COSTANTINI; FATTO E DIRITTO 1. Con ricorso affidato al difensore di fiducia, Dannbra Roberto impugna la sentenza indicata in epigrafe con la quale, a richiesta delle parti, gli è stata applicata la pena di anni due di reclusione ed euro 4.000 di multa in ordine al delitto di cui all'art. 73, comma 4, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309.

2. Il ricorrente deduce la incongrua pena applicata in eccesso in violazione dei parametri di cui all'art. 133 cod. pen.

3. Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura de plano perché la censura esula da quelle che, a seguito delle modifiche apportate al codice di rito dalla legge n. 103 del 2017, entrata in vigore il 3 agosto 2017, possono essere proposte, con il ricorso per cassazione avverso la sentenza di applicazione pena su richiesta delle parti. Il ricorso per cassazione, invero, è ammesso ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis cod. proc. pen. solo per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, alla erronea qualificazione giuridica del fatto e all'illegalità della pena o della misura di sicurezza, nessuno dei quali dedotto dal ricorrente.

Al di fuori di dette ipotesi, la Corte di cassazione dichiara, pertanto, l'inammissibilità del ricorso con procedura semplificata e non partecipata in base al combinato disposto dello stesso art. 448, comma 2-bis e dell'art. 610, comma 5-bis,seconda parte, cod. proc. pen., previsione che si colloca in rapporto di specialità rispetto a quella di cui alla prima parte dell'art. 610, che dispone, invece, la trattazione in forma partecipata (artt. 610, comma 1, e 611 cod. proc. pen.) dei ricorsi che investono la motivazione del provvedimento impugnato.

4. All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che si reputa equo determinare nella misura di euro 3.000,00. P. Q. M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 30/09/2021 Il Consigliere relatore Il Pre