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Ordinanza — n. 40863/2021 — snpen Generato dall'IA

Ordinanza — n. 40863/2021 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Ordinanza — n. 40863/2021 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ALDEBESHI AHMED nato il 24/12/1965 avverso la sentenza del 30/10/2019 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ENRICO VITTORIO STANISLAO SCARLINI; 1 - La Corte di appello di Roma, con la sentenza impugnata, confermava la sentenza del locale Tribunale che aveva ritenuto Aldebeshi Ahmed colpevole del delitto di tentato furto aggravato ascrittogli, irrogando la pena indicata in dispositivo. 2 - Propone ricorso l'imputato, con il proprio difensore, lamentando la violazione di legge ed il vizio di motivazione in relazione al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale lieve dovendosi considerare che il delitto di furto non si era consumato.

Regesto Legislator

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Ordinanza — n. 40863/2021 — snpen · Corte di Cassazione: 2 - Propone ricorso l'imputato, con il proprio difensore, lamentando la violazione di legge ed il vizio di motivazione in relazione al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale lieve dovendosi considerare che il delitto di furto non si era consumato.

Parole chiave

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tentato furto fine di indebito profitto attenuazione della pena furto aggravato danno patrimoniale procurato con astuzia furto di lieve entità
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Testo completo

la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: ALDEBESHI AHMED nato il 24/12/1965 avverso la sentenza del 30/10/2019 della CORTE APPELLO di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere ENRICO VITTORIO STANISLAO SCARLINI;

RITENUTO IN FATTO

1 - La Corte di appello di Roma, con la sentenza impugnata, confermava la sentenza del locale Tribunale che aveva ritenuto Aldebeshi Ahmed colpevole del delitto di tentato furto aggravato ascrittogli, irrogando la pena indicata in dispositivo. 2 - Propone ricorso l'imputato, con il proprio difensore, lamentando la violazione di legge ed il vizio di motivazione in relazione al mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale lieve dovendosi considerare che il delitto di furto non si era consumato.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è inammissibile. 1 - Questa Corte ha da tempo affermato che nei reati contro il patrimonio, la circostanza attenuante comune del danno di speciale tenuità é configurabile anche per il delitto tentato allorchè sia possibile desumere con certezza, dalle modalità del fatto e in base ad un preciso giudizio ipotetico, che, se il reato fosse stato riportato a compimento, il danno patrimoniale per la persona offesa sarebbe stato di rilevanza minima (Sez. 5, n. 42819 del 19/06/2014, Rv. 261044). Nel caso di specie, però, il bene di cui si era tentata la sottrazione era il portafogli della persona offesa e la sua consumazione avrebbe determinato alla medesima un danno che non poteva definirsi di minima rilevanza. 2 - All'inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, versando il medesimo in colpa, anche della somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della somma di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in Roma 1'11 ottobre 2021. Il Consigliere estensore Il Presidente Enrico Vittorio Stanislao Scarlini Eduardo De Gre rio / A t,i