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Sentenza — n. 30142/2021 — snpen Generato dall'IA

Sentenza — n. 30142/2021 — snpen · Corte di Cassazione

Numero d'incarto Sentenza — n. 30142/2021 — snpen
Autorità giudiziaria
Giurisdizione Italia (IT)
Data della decisione

Sintesi Legislator

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Attraverso il proprio difensore, Leonello Galeone Ancona impugna la sentenza della Corte di appello di Lecce del 26 ottobre 2020, che ne ha confermato la condanna per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale in danno di operatori della Polizia di Stato. Con un unico motivo, deduce violazione di legge processuale, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., per non avere il proprio difensore ricevuto avviso di fissazione dell'udienza dinanzi alla Corte di appello: la relativa comunicazione, infatti, sarebbe stata inviata dalla cancelleria, tramite pec, alla casella di altro difensore quasi omonimo (Donato Muschio Schiavone, anziché Donato Antonio Muschio Schiavone), entrambi del medesimo Foro.

Regesto Legislator

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Sentenza — n. 30142/2021 — snpen · Corte di Cassazione: Con un unico motivo, deduce violazione di legge processuale, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., per non avere il proprio difensore ricevuto avviso di fissazione dell'udienza dinanzi alla Corte di appello: la relativa comunicazione, infatti, sarebbe stata inviata dalla cancelleria, tramite pec, alla casella di altro difensore quasi omonimo (Donato Muschio Schiavone, anziché Donato Antonio Muschio Schiavone), entrambi del medesimo Foro.

Parole chiave

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patrocinatore di controparte ricusazione del pubblico ministero opposizione rinuncia al dibattimento orale audizione personale difesa d'ufficio
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Testo completo

a seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Ancona Leonello Galeone, nato a Martina Franca (TA) il 11/04/1977 avverso la sentenza del 26/10/2020 della Corte di appello di Lecce; letti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere Martino Rosati; letta la requisitoria del Pubblico ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Vincenzo Senatore, che ha concluso per l'annullamento con rinvio della sentenza.

RITENUTO IN FATTO

E

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Attraverso il proprio difensore, Leonello Galeone Ancona impugna la sentenza della Corte di appello di Lecce del 26 ottobre 2020, che ne ha confermato la condanna per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale in danno di operatori della Polizia di Stato. Con un unico motivo, deduce violazione di legge processuale, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen., per non avere il proprio difensore ricevuto avviso di fissazione dell'udienza dinanzi alla Corte di appello: la relativa comunicazione, infatti, sarebbe stata inviata dalla cancelleria, tramite pec, alla casella di altro difensore quasi omonimo (Donato Muschio Schiavone, anziché Donato Antonio Muschio Schiavone), entrambi del medesimo Foro.

2. Ha depositato requisitoria scritta il Procuratore generale, concludendo per l'accoglimento del ricorso e l'annullamento con rinvio della sentenza impugnata.

3. Il motivo di ricorso è fondato e la sentenza impugnata dev'essere annullata senza rinvio. Dalla lettura degli atti - consentita alla Corte di cassazione in ragione della natura procedurale della questione devolutale - si rileva che, effettivamente, l'avviso di fissazione dell'udienza dinanzi alla Corte di appello è stato notificato, tramite pec, alla casella di un avvocato pressoché omonimo ma diverso dal difensore di fiducia già nominato dall'imputato, ed altresì che il processo si è svolto nell'assenza di tale difensore di fiducia, sostituito da altro avvocato immediatamente reperibile, a norma dell'art. 97, comma 4, cod. proc. pen.. Si è in presenza, dunque, di un'ipotesi di nullità assoluta ed insanabile della sentenza, a norma degli artt. 178, lett. c), e 179, cod. proc. pen. (per tutte, Sez. U, n. 24630 del 26/03/2015, Maritan, Rv. 263598).

4. Gli atti debbono essere restituiti alla competente Corte di appello, per la prosecuzione del giudizio.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata e dispone trasmettersi gli atti alla Corte di appello di Lecce per l'ulteriore corso. Così deciso in Roma, i