Italian Supreme Court remands appeal for revocation due to potential factual error regarding service dates.
Sintesi Legislator
Generato dall'IAThe Italian Supreme Court declared the revocation appeal inadmissible and remanded the case to a public hearing. The appellant argued that the lower court erred in fact by incorrectly stating the service date of the appellate judgment, which should have triggered a longer appeal period. The court noted that the appellant's original cassation petition claimed the judgment was published but not notified, yet the current petition relied on a specific service date to justify the short-term deadline. Consequently, the court identified a potential factual discrepancy regarding the service date and the intended recipient, necessitating a return to the public session for further examination.
Regesto Legislator
Generato dall'IAArt. 391-bis c.p.c.; Art. 395 n. 4 c.p.c.: A revocation appeal based on an alleged decisive error of fact must be remanded to public hearing if the court detects a possible misapprehension of relevant circumstances, such as the date of service of the contested judgment.
Parole chiave
Generato dall'IADisposizioni normative citate
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iato la seguente ha pronunciato la seguente ORDINANZAINTERLOCUTORIA sul ricorso iscritto al n.13332/2020 R.G. proposto da : FALLIMENTO SICON S.R.L., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DARDANELLI 37, presso lo studio dell’avvocato CAMPANELLI GIUSEPPE,rappresentato e difeso dall'avvocato DI FRANCO LUCA; -ricorrente- contro IUDICI PAOLO, DE MITRI DOMENICA, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA UGO DE CAROLIS 33, presso lo studio dell’avvocato MERLUZZI FABRIZIO, rappresentat i e difes i dall'avvocato RUGGIERI MARTINO; -controricorrenti- nonchécontro R.G. 13332/2020 Cron.
Rep. C.C. 19/10/2022 C.C. 14/4/2022 REVOCAZIONE. RINVIO ALLA PUBBLICA UDIENZA. COMETA MARIA GIUSEPPA, GRASSI ANTONELLA, POLYANN SRL, SICON SRL, MEGA PASQUALE, MAGGIORE UMBERTO, BELLO PIERLUIGI, SISTO CATALDO, SANARICA GILDA, CARRIERA PIETRO, COLUCCI MARTINO, GRECO MARIA GRAZIA, FUMO ANNA MARIA, CECI FRANCESCO -intimati- avverso l’ORDINANZA d ella CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE n. 23333/2019depositata il 19/09/2019 . Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 19/10/2022 dal Consigliere FRANCESCO MARIA CIRILLO. FATTI DI CAUSA 1. La Corte di cassazione, con ordinanza 19 settembre 2019, n. 23333, ha dichiarato improcedibile il ricorso proposto dal Fallimento SICON s.r.l., nei confronti di Paolo Iudici, Giuseppa Cometa e Domenica De Mitri, avverso la sentenza 2 maggio 2017, n. 153, della Corte d’appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto.
Ha osservato questa Corte che il Fallimento ricorrente aveva dichiarato nel ricorso che la sentenza impugnata era stata notificata dalla controparte al Curatore fallimentare in data 13 giugno 2017. La copia notificata, però, non era stata rinvenuta nel fascicolo. E poiché il ricorso per cassazione era stato notificato in data 11 settembre 2017, calcolando il decorso del termine breve dalla data di deposito della sentenza, lo stesso era da considerare tardivo.
2. Contro la citata ordinanza propone ricorso per revocazione, ai sensi dell’art. 391-bis cod. proc. civ., il Fallimento SICON s.r.l. con atto affidato ad un solo motivo. Resistono Paolo Iudici e Domenica De Mitri con un unico controricorso. Le altre parti intimate non hanno svolto attività difensiva in questa sede. Il ricorso è stato avviato alla trattazione in camera di consiglio, sussistendo le condizioni di cui agli artt. 375, 376 e 380-bis cod. proc. civ., e il ricorrente ha depositato memoria. RAGIONI DELLA DECISIONE 1. Con l’unico motivo di ricorso si lamenta che la sentenza sarebbe inficiata da un errore di fatto ritenuto decisivo, ai sensi dell’art. 395, n. 4), del codice di rito.
La parte ricorrente rileva che le date indicate nell’ordinanza sono esatte. La sentenza della Corte d’appello era stata pubblicata il 2 maggio 2017 e il ricorso per cassazione notificato l’11 settembre 2017. Nessuna prova risultava della notifica della sentenza d’appello al Curatore fallimentare. Ne consegue che la Corte di cassazione avrebbe dovuto applicare il termine lungo di sei mesi e ritenere, quindi, il ricorso ammissibile.
2. Osserva la Corte che la parte ricorrente ha evidenziato in memoria che l’ordinanza qui impugnata ha posto a fondamento della decisione di improcedibilità, tra l’altro, la circostanza che la sentenza in quella sede impugnata era stata notificata al Curatore del fallimentoin data 2 maggio 2017, come evidenziato nel ricorso. Nel corpo di quello stesso ricorso, peraltro, l’odierno ricorrente aveva concluso chiedendo la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Lecce, Sezione distaccata di Taranto, « pubblicata il 2 maggio 2017 e non notificata».
È da rilevare, poi, che il Fallimento SICON s.r.l. era costituito , nel giudizio di appello conclusosi con la sentenza della Corte tarantina, col patrocinio dell’avv. Luca Di Franco, come risulta dall’epigrafe di quella pronuncia. Ne consegue che, al fine di far decorrere il termine breve per l’impugnazione, la sentenza avrebbe dovuto essere notificata al difensore costituito. Ritiene il Collegio, pertanto, che non si possa escludere il verificarsi, in relazione all’ordinanza n. 23333 del 2019, di un’errata percezione di circostanze di fatto rilevanti, il che impone che la decisione del presente ricorso venga rinviata alla pubblica udienza.
P.Q.M.
La Corte disponeil rinvio alla pu